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Il punto

I travagli del Pd
e la strategia di Raffaele

Venerdì 30 Marzo 2012 - 21:05
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Col bilancio ancora in alto mare e un altro mese di esercizio provvisorio alle porte, la politica siciliana fa i conti col terremoto dell'imputazione coatta disposta dal gip di Catania per Raffaele Lombardo. La settimana prossima si preannuncia di fuoco. Aprirà le danze un Pd sempre più scomodo sulla poltrona di alleato di ferro del governatore. Il sempre più silente Giuseppe Lupo, segretario a scadenza dei democratici, ha annunciato la convocazione di una direzione del partito per lunedì. All'ordine del giorno “la situazione politica”. Le posizioni di partenza sono già delineate. Il tandem di big sponsor del patto con Lombardo, Antonello Cracolici e Beppe Lumia, hanno già parlato: se arriva il rinvio a giudizio per Lombardo, il partito fa un passo indietro. Ma ci sono altri, come Enzo Bianco, che credono che i tempi siano ormai maturi per defilarsi senza aspettare il rinvio a giudizio. Le vecchie divisioni si riproporranno nel vertice del lunedì, in un partito sempre più scosso e bersaglio quotidiano degli strali degli alleati di Vasto, pronti a incassare il dividendo elettorale frutto dei mal di pancia degli elettori democratici.
Raffaele Lombardo, dal canto suo, ha chiesto a Francesco Cascio la convocazione di una seduta dell'aula parlamentare per comunicazioni relative alla vicenda giudiziaria che lo riguarda. Nella lettera inviata a Cascio,il presidente Lombardo scrive che "la vicenda di carattere giudiziario, alla cronaca degli ultimi giorni, consegna all'opinione pubblica l'esigenza che il Presidente della Regione riferisca al Parlamento siciliano. Ritengo, infatti, doveroso rendere in Aula le mie comunicazioni ed, in tal senso, la invito a concordare una data per il relativo intervento". Dalla maggioranza assicurano che non bisogna aspettarsi grandi sorprese dalla seduta dell'Ars. Per intenderci, niente dimissioni alle porte. Lombardo si difenderà, con un bis della drammatica seduta di due anni fa, magari cercando nel passaggio parlamentare di ottenere che la maggioranza faccia quadrato attorno a lui. La solitudine del governatore si è fatta tangibile nella conferenza stampa di ieri, quando Lombardo s'è presentato da solo, senza assessori né dirigenti del suo partito. Una musica ben diversa rispetto all'inizio di tutta la storia, quando a Palazzo d'Orleans, in una drammatica conferenza stampa, si presentarono tutti gli stati generali del lombardismo. Cerrto, ci sono stati i comunicati stampa di solidarietà, come quello di Massimo Russo, ma l'aria ai più sembra cambiata. Ad ogni modo, il governatore, stanco e amareggiato per la malapasqua regalatagli dal gip Barone, non sembra intenzionato a mollare per il momento. Non sarebbe da lui, assicura chi gli è molto vicino. Lombardo passerà piuttosto al contrattacco, in attesa degli sviluppi della sua vicenda giudiziaria. Ma oggi sono in molti ad aspettarsi a breve un epilogo traumatico. Che potrebbe trascinare la Sicilia in una campagna elettorale monstre, che vedrà susseguirsi a raffica amministrative, regionali e politiche. In uno scenario generale, dal punto di vista delle coalizioni che si sfideranno, ancora tutto da definire.
Ultima modifica: 31 Marzo 2012 ore 14:02



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