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Incidente a Falsomiele

Muore Fabio a 19 anni
Le lacrime di amici e parenti

Giovedì 24 Maggio 2012 - 13:09
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Muore un giovane a Falsomiele. Aveva diciannove anni. Si chiamava Fabio Lo Coco. (la foto è presa da facebook)

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Alta velocità, forse, una manovra azzardata, la macchina si ribalta e una vita si spezza a soli 19 anni: quella di Fabio Lo Coco, . Ha perso la vita stamattina Fabio, proprio vicino casa, nel quartiere di Falsomiele: viaggiava in una Peugeot 206 insieme ad altri due amici, Francesco L. 19 anni e Andrea G. In base alle prime ricostruzioni l'auto in cui viaggiava la vittima, che era sul del lato passeggero, è uscita fuori strada, sbandando e si è schiantata contro il marciapiede all'altezza di viale Regione Siciliana 2916, coinvolgendo altre tre vetture parcheggiate. L'impatto ha compromesso soprattutto il lato destro della macchina, proprio quello in cui viaggiava Fabio Lo Coco.

Non c'è stato nulla da fare, i soccorsi, una volta arrivati sul posto, non hanno potuto far altro che constatare l'ora del decesso. Si spegne così la vita di un altro ragazzo, un'altra vittima della strada. Oggi pomeriggio sotto casa di Fabio, in via Albiri, stretti fra loro tutti gli amici e i compagni di scuola. Proprio lì, dove si riunivano tutti i pomeriggi, nel cortile dello stabile. Così, anche oggi i ragazzi non hanno mancato l'appuntamento. Tutti visibilmente commossi, silenziosi, con le guance rigate dalle lacrime.

"Io e Fabio eravamo compagni di scuola. Frequentava il quarto anno dell'Istituto Alberghiero Cascino, aveva scelto la specializzazione in cucina. Io, poi, ho smesso di studiare, ma siamo rimasti amici. Lui era così simpatico, solare, scherzava sempre", parla così Paolo, un amico della vittima, un pò in imbarazzo per gli occhi lucidi, mentre cerca di mitigare la commozione fumando nervosamente. Una ragazza, un'amica d'infanzia,è nervosa, è proprio arrabbiata per l'accaduto: "Era un pezzo di pane, buono, troppo buono, non doveva fare questa fine".

E così il parroco del quartiere e gli amici di famiglia sostano sotto casa increduli, piangono per la gioventù perduta, per la famiglia distrutta dal dolore, per un incidente improvviso e troppo violento che strappa via dalle braccia dei genitori un figlio allegro, che aiutava il padre fotografo. Lo piangono i due fratelli più grandi e tutti gli altri ragazzi che timidamente parlano, raccontano aneddoti legati a falò sulla spiaggia, feste, foto scattate con un cellulare in giro per la città.

 

 

 

 


Ultima modifica: 25 Maggio 2012 ore 15:41



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