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L'ANNUNCIO DELL'EURODEPUTATO DEL PD

Crocetta scende in campo:
"Una rivoluzione per la Sicilia"

Sabato 16 Giugno 2012 - 13:06
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Rosario Crocetta, in conferenza stampa all'Ars, annuncia la sua candidatura a presidente della Regione. "Perché la Sicilia non deve avere la sua 'rivolta dei Gelsomini?".

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È il candidato della gente. Ma anche un po' del partito, forse. Rosario Crocetta lancia ufficialmente la sua candidatura a Palazzo d'Orleans dalla Sala gialla di Palazzo dei Normanni. Una sala nella quale fanno capolino anche Beppe Lumia, Pino Apprendi e Fabrizio Ferrandelli. “Tutti amici”, minimizza Crocetta, “Ferrandelli, poi, è stato distrutto alle ultime amministrative con la storiella che era appoggiato da Lombardo. Lui, ma anche i parlamentari presenti, sono qui solo per un sentimento di simpatia nei miei confronti. Non c'è nessun accordo col partito”, taglia corto l'eurodeputato.

Che ha deciso di andare fino in fondo. Di partecipare alle primarie del centrosinistra, se si faranno, o di lanciarsi da solo, comunque. “Le primarie? - ha detto infatti – non sono nemmeno sicuro che le vogliano fare. Perdono tempo per poi dire che è troppo tardi per farle”, affonda Crocetta. “Loro”, ovviamente, sono i dirigenti del Pd, che stavolta, però “dovranno vedersela con questo guastafeste”.

"Trovo inquietante - ha proseguito Crocetta - che a volte sono venute fuori delle candidature che non sono state espresse da alcun organismo democratico, perché la democrazia è fatta di discussione e confronto.  Sarebbe paradossale che a Roma si discute di un accordo con l'Udc, Bersani fa le primarie per la sua candidatura, e quindi non capisco perché ciò che è valido per il supersegretario non possa essere valido per noi poveretti figli di operai e persone normali, diventati deputati per caso".

E un riferimento diretto Crocetta lo lancia anche a Giuseppe Lupo: “Io sarei quello che fa le fughe in avanti? - attacca – forse chi dice queste cose è il protagonista della favola del lupo e dell'agnello. Io sto nella parte bassa del fiume, e lui si lamenta perché gli sporco l'acqua”. E la critica si fa ancora più aspra quando dice: “Capisco che la mia candidatura può rappresentare un problema, visto che siamo inchiodati alla volontà di una vecchia casta. Decidono sempre in pochi, e sempre gli stessi”.

La gente, invece, spiega Crocetta “oggi vuole un linguaggio nuovo, vuole sentire discorsi nuovi”. E la novità, la modernità della candidatura dell'europarlamentare è anche nell'origine di tutto: Facebook. “Migliaia di persone hanno deciso di aderire a un movimento nato sul web. Si sono aggiunti al ritmo di mille al giorno. Sono già 28mila. Come avrei potuto sottrarmi a questo richiamo?”.

Ma al di là del mondo virtuale, c'è anche un gruppo di esponenti politici che sta abbracciando la causa di Crocetta. “A Siracusa, Ragusa, Catania, diversi esponenti del Pd sono con me. Parlo di persone che svolgono il ruolo di sindaco, di capogruppo nei consigli, senza dimenticare che deputati regionali come Ammatuna, Raia e Di Guardo hanno già annunciato il sostegno alla mia candidatura”.

Insomma, dal web al mondo reale, il passo è breve: “Entro la prossima settimana – ha annunciato Crocetta – apriremo il comitato elettorale anche a Palermo. Sarà in pieno centro, in un locale offerto da un amico”.

Ma al di là della “casa”, Crocetta dovrà chiarire anche saranno gli inquilini della sua avventura. “Io non mi occupo di alleanze – ha precisato però – di questo si interessa il partito. Io propongo la mia candidatura intanto a questo movimento che mi ha spinto a provarci, poi alle altre forze del centrosinistra. E ovviamente, a Pd”. Chiunque sia al suo fianco, però, Crocetta è certo di una cosa: “Io vincerò le elezioni. Non ho dubbi. I siciliani oggi vogliono davvero una rivoluzione. Perché la Sicilia non deve avere la sua 'rivolta dei Gelsomini', di fronte a un potere - ha aggiunto - che è occupato da caste, lobby, massonerie, opus dei e mafie, che gestiscono da sempre questa Regione? Serve, insomma, una rivoluzione che si basi su uno scatto di dignità. E io sono davvero un rivoluzionario”.

Un riscatto dal basso, che potrebbe interessare la politica più “tradizionale”, che fa capolino tra le sedie della Sala gialla. “Ma Beppe Lumia è qui perché mio amico – ribadisce Crocetta – così come Pino Apprendi. Io, del resto, ho invitato tutti i deputati, anche quelli di destra. E non è venuto nessuno. Ma mi rendo conto che forse, oggi, loro non sono abituati, non sono pronti a questo nuovo linguaggio”. Il linguaggio della rivoluzione.
Ultima modifica: 16 Giugno 2012 ore 19:50



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