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Indagine della corte dei conti

Per gli enti locali siciliani
3 miliardi di debiti dai "derivati"

Lunedì 18 Giugno 2012 - 13:06
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Un'analisi sugli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009, fa emergere un debito complessivo di oltre 3 miliardi di euro. Sotto accusa da parte dei magistrati contabili il ricorso alla finanza derivata.

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Gli enti locali siciliani s'indebitano per pagare altri debiti. E' il circolo vizioso che emerge dall'indagine della Corte dei Conti sugli esercizi finanziari 2007, 2008, 2009 degli enti locali siciliani e analizzata nel numero di questa settimana di ASud'Europa, settimanale del Centro Pio La Torre (www.piolatorre.it).

Un debito complessivo che a fine 2009 aveva superato i 3 miliardi di euro (3.274 milioni), che è in continuo aumento e sui quali pesano anche le società partecipate che in Italia nel 2012 pesavano per 34 miliardi di debiti fuori bilancio. Sotto accusa da parte dei magistrati contabili il ricorso alla finanza derivata, "nella ricerca di un sostegno alternativo nella difficile ricomposizione degli equilibri di parte corrente. I contratti di swap hanno rappresentato spesso l'unica soluzione per evitare il taglio di servizi indispensabili alla collettività".



Sui derivati "si concentrano profili di preoccupazione" e "altrettanta riflessione meritano le ricontrattazioni che, tramite lo smontaggio delle operazioni in essere, rischiano, non solo di aumentare la complessità degli strumenti, ma di rappresentare ulteriore aggravio finanziario per gli enti, in genere compensato grazie ad ulteriori premi di liquidità scontati peraltro sulle nuove condizioni contrattuali".
Ultima modifica: 18 Giugno 2012 ore 13:07



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