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Retata nel trapanese

Mafia, pioggia di arresti
Strappata la rete del pizzo

Martedì 19 Giugno 2012 - 07:23
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Retata nella zona di Trapani. Smagliata la rete del racket e decapitate le cosche. Dodici arresti.

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Azzerati i vertici delle famiglie mafiose di Alcamo, Castellammare del Golfo e Calatafimi. In dodici sono stati raggiunti da un'ordinanza di custodia cautelare in carcere. Si tratta di Antonino Bonura, imprenditore alcamese e già sorvegliato speciale; Antonino Bosco, pregiudicato mafioso di Castellammare del Golfo, detenuto all'ergastolo; Vincenzo Bosco, operaio castellammarese; Sebastiano Bussa, anche lui pregiudicato di Castellammare; Vincenzo Campo, procacciatore d'affari di Alcamo; Salvatore Giordano, imprenditore pregiudicato di Ravanusa (Ag), Rosario Tommaso Leo, imprenditore agricolo e pregiudicato di Vita (Tp), Salvatore Mercadante, allevatore di Castellammare del Golfo, Nicolò Pidone, operaio della forestale di Calatafimi, Diego Rugeri, sorvegliato speciale di Castellammare, Giuseppe Sanfilippo, operaio e pregiudicato anche lui di Castellammare, così come Michele Sottile, ennesimo volto noto alle forze dell'ordine coinvolto nell'inchiesta della sezione Criminalità organizzata della squadra mobile di Trapani. Le indagini sono coordinate dal procuratore aggiunto della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, Maria Teresa Principato, e dai sostituti Polo Guido, Carlo Marzella e Piero Padova. I reati contestati sono associazione a delinquere di stampo mafioso, estorsione aggravata, incendio aggravato, violazione di domicilio e violazione della sorveglianza speciale.

E' stata ricostruita la spaccatura all'interno della famiglia mafiosa di Castellammare del Golfo. Il gruppo legato a Diego Rugeri, sotto l'egida di Antonino Bonura, reggente di Alcamo, aveva iniziato a imporre il pizzo senza chiedere il permesso a Michele Sottile. All'orizzonte si profilava una faida evitata nel corso di una riunione. I due gruppi si compattarono per fronteggiare l'avanzata di un'altra fazione, quella di Bussa e dei Bosco. Lungo l'elenco delle vittime del racket: dai titolari del ristorante Egesta Mare di Castellammare del Golfo all'imprenditore Salvatore Buscemi; dai proprietari del bar Vogue al dentista Salvatore Magaddino, sempre di Castellammare del Golfo agli imprenditori della Prom.Edil. e della Fratelli Tamburello di Partanna, vincitrici della gara per la riqualificazione del centro storico di Castellammare. Per finire con il titolare del noto bar La sorgente di Castellammare del Golfo e con gli imprenditori Giuseppe Blunda e Luigi Impastato. Tra gli indagati a piede libero ci sono anche un immobiliarista e il titolare di uno studio di progettazione di Castellammare con un passato da consigliere comunale che avrebbero ospitato delle riunioni di mafia.

 

 

 

 
Ultima modifica: 20 Giugno 2012 ore 17:56



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