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Sfiducia a Lombardo. Parla Giulia Adamo

"Mozione ok, ma non c'è fretta"
Pronto il testo di Udc e Pd

Mercoledì 20 Giugno 2012 - 16:08
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Pd e Udc trovano l'intesa sul testo da presentare per la sfiducia a Raffaele Lombardo. Ma il capogruppo dei centristi, Giulia Adamo (nella foto), non esclude che il voto possa avvenire dopo la data delle annunciate dimissioni del governatore. D'Agostino (Mpa), commenta: "Scelta incomprensibile". Il Pid: "Non attendiamo, sfiducia subito".

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“La mozione? Il documento è pronto. Io, personalmente, però, credo sia preferibile calendarizzare il voto dopo il 28 luglio”. L'opinione sarà pure “personale”, ma è quella del capogruppo dell'Udc all'Ars Giulia Adamo, che oggi ha firmato, insieme ai deputati del gruppo centrista, e con l'adesione del Partito democratico, la mozione di sfiducia al presidente Raffaele Lombardo. Mozione unica, quindi, che verrà illustrata domani all'Ars in una conferenza congiunta dei due partiti.

Una decisione che arriva nella metà di un pomeriggio nel quale, mentre l'Udc annunciava la mozione, il Pd era riunito nelle stanze del proprio gruppo per sciogliere i nodi sul testo da presentare. Un testo, tutto sommato, molto semplice quello sul quale hanno finito per confluire i due partiti. “Un documento – spiegava Totò Lentini – che deve essere scritto in modo che anche le altre forze politiche possano votarlo”.

Il problema è che quel voto, forse, non ci sarà mai. La sensazione sempre più diffusa è quella di un tacito accordo trasversale tra i partiti all'Ars per calendarizzare la mozione dopo il 28 luglio. Una “formula paracadute” per evitare scherzetti dal presidente Lombardo.

“Io penso – ha commentato Giulia Adamo – che l'Udc debba mostrare rispetto per le istituzioni. Se il governatore ci ha detto che si dimetterà il 28 luglio, noi potremmo anche attendere che lo faccia. Nel caso, però, di un ripensamento, la sfiducia lo manderà a casa”.

Intanto, il testo c'è. Semplice, dicevamo, nel quale si punta il dito soprattutto nei confronti del “progressivo deterioramento della capacità innovativa dell'azione di governo”, e anche sulla “decisione assunta unilateralmente dal Presidente della Regione di sostituire alcuni assessori con esponenti del mondo politico e parlamentare”. Un testo che, immaginiamo, difficilmente potrà ottenere l'adesione di Pdl, Pid e Grande Sud che invece hanno già depositato una mozione che è un vero atto d'accusa nei confronti degli ultimi tre anni del governo dei tecnici.

In realtà, nell'opposizione, c'è ancora chi, come Marianna Caronia, chiede “la sfiducia subito. Non c’è alcuna ragione per tergiversare sull’esame e il voto alla mozione di sfiducia. L’atto che mette fine a questo dannoso governo della regione va esaminato prima della data delle dimissioni”. Mentre Toto Cordaro ha parlato addirittura di “ennesima pantomima tra Udc e Pd, che ha il sapore amaro dell’ennesima beffa che i siciliani, ormai stanchi, sapranno ben interpretare punendo nella prossima campagna elettorale chi pensa ancora di poterli raggirare”.

A dire il vero, l'impressione vera è che nessuno abbia tutta questa fretta di votare la mozione. La stessa Caronia, per esempio, accenna comunque alla necessità di attendere l'approvazione dell'ormai famigerato ddl 900, la manovrina di bilancio ancora ferma in prima commissione. Un testo che arriverà in Aula non prima del prossimo 26 giugno. A quel punto, giunti a luglio, quale utilità potrebbe avere la mozione a Lombardo?

La pensa così, ovviamente, il capogruppo dell'Mpa Nicola d'Agostino che ha definito l'iniziativa di Pd e Udc “un tentativo propagandistico e del tutto inutile visto che il Presidente della Regione ha più volte ripetuto che si dimetterà a fine luglio. Insistere sulla mozione di sfiducia – ha aggiunto - oltre a creare visibile imbarazzo in qualche partito proponente, conduce ad uno sterile dibattito politico, e noi non ci sentiamo di inseguire semplici comunicati che hanno come unico obiettivo una menzione sui giornali dell’indomani”.

Una dichiarazione che in qualche modo ricalca quella del presidente dell'assemblea regionale Francesco Cascio, che di fronte agli appelli al “voto subito”, ha precisato che di “mozione di sfiducia finora si parla solo sulla stampa. È chiaro che io non posso ostacolare l'eventuale presentazione. Sarà la conferenza dei capigruppo a decidere sulla calendarizzazione”.

Il cane, insomma, si morde la coda. Gli stessi deputati che finora non hanno manifestato alcuna voglia di accelerare, dovrebbero imprimere questo “sprint” proprio agli sgoccioli dell'esperienza del governatore. E in questo senso, la candida ammissione di Giulia Adamo (“sarebbe meglio fissare la mozione dopo la data delle dimissioni”), oltre che indicativa, all'Ars è probabilmente più condivisa di quanto si pensi.
Ultima modifica: 20 Giugno 2012 ore 20:03



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