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L'inziativa di Pd e Udc

Sfiducia, firmano in trenta
Cracolici: "E' un atto politico"

Giovedì 21 Giugno 2012 - 12:46
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Presentata la mozione di sfiducia a Lombardo targata Pd-Udc. Tre deputati democratici, però, non firmano. Sono Salvatore Termine, Massimo Ferrara e Giuseppe Picciolo. Per Cracolici (nella foto) "il problema non è quando votare la mozione di sfiducia ma quando andare a votare".

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E la mozione di sfiducia vide la luce. "E' stata depositata stamattina" ha annunciato Antonello Cracolici, capo gruppo del Partito democratico all'Ars, durante la conferenza stampa tenuta al fianco di Giulia Adamo, capogruppo dell'Udc.

Il testo è stato firmato da trenta deputati fra Pd e Udc tra cui, a parte i due capigruppo Adamo e Cracolici naturalmente, anche da Lupo, Ammatuna, Apprendi, Ardizzone, Barbagallo, De benedictis, Di Benedetto, Digiacomo, Dina, Donegani, Faraone, Forzese, Galvagno, Giuffrida, Gucciardi, Laccoto, Lentini, Marinello, Marziano, Mattarella, Nicotra, Oddo, Panarello, Panepinto, Ragusa, Raia, Rinaldi, Speziale.

"Queste sono le firme di chi ha condiviso per un periodo il governo tecnico di Lombardo - ha dichiarato Antonello Cracolici - ma che poi ha deciso di cambiare rotta. Il partito democratico non può accettare un tale comportamento. Questo documento è un atto politico preciso. E' il simbolo di un atto congiunto tra due partiti che credono che ci sia la necessità di tornare al voto. E' evidente che stiamo attraversando una gravissima crisi politica, che la gente si allontana sempre più dai partiti. L'unico modo per recuperare la loro fiducia - ha concluso il capogruppo del Pd - è tornare al voto, che siano i siciliani a decidere la maggioranza, siano loro a decidere chi deve governare."

Il testo delinea con precisione i motivi che hanno portato a tale decisione. Il capogruppo dell'Udc all'Ars, Giulia Adamo, spiega: "Il mio partito si è allontanato da questo governo e dal suo governatore a dicembre. Ci eravamo resi conto che non si stavano realizzando quelle riforme di cui la Sicilia ha estremo bisogno. La nostra decisione di presentare la mozione deriva dalla presa di coscienza che questo governo ha trasformato arbitrariamente la sua giunta da tecnica a politica tradendo i patti".

Sono però almeno due i dubbi che sorgono di fronte a tale mozione. Il primo riguarda la coesistenza di due diverse mozioni di sfiducia. Oltre quella presentata stamane, c'è quella già depositata dal Pdl. La settimana scorsa Leontini, capogruppo del Pdl all'Ars, dichiarava: "La mozione di sfiducia a Lombardo sarà un testo unificato, che raccoglierà il consenso di tutti i partiti intenzionati ad avanzarla". Cracolici e Adamo, anche in questo caso congiuntamente, dichiarano al momento cessato il dialogo con il Pdl, "anche se è evidente che se si presenteranno due mozioni di sfiducia sarà difficile raggiungere la maggioranza" ha concluso il capogruppo dell'Udc.


Il secondo dubbio riguarda la data in cui verrebbe discussa e messa al voto in assemblea la sfiducia. "La data verrà scelta durante la conferenza dei capigruppo. Questa conferenza deve essere convocata dal presidente Cascio - ha affermato Giulia Adamo - quindi non possiamo dare risposte certe in merito". Cracolici dal canto suo annuncia che all'inizio della settimana prossima riunirà nuovamente il suo gruppo parlamentare per definire dettagli tecnici sulla mozione.

Ma, intanto, continuano le turbolenze all'interno del Partito democratico: alla mozione di sfiducia mancano tre firme. Fra queste quella di Giuseppe Picciolo: alcune indiscrezioni lo danno candidato alle regionali sotto un nuovo vessillo, quello del Mpa. Poi c'è Salvatore Termine, il deputato di Enna che fino a qualche settimana fa non risultava neanche iscritto al Partito democratico, tanto che durante l'assemblea regionale dello scorso 27 maggio gli è stato negato il diritto al voto. Infine non ha firmato neanche Massimo Ferrara.

Una cosa sembra certa, il Pd è sempre più intenzionato a stringere questa alleanza con i moderati: "Il nuovo modello politico a cui si riferisce il Pd ha l'obiettivo di riuscire a tenere insieme le forze progressiste con quelle moderate - spiega Cracolici - l'Udc è una delle forze politiche fondamentali. Se in Sicilia questa unione funzionasse potrebbe essere ripetuta anche a livello nazionale".

Potrebbe sembrare una vera e propria serenata quella di Cracolici, alla quale però Giulia Adamo risponde evasiva: "Noi intanto pensiamo che sia fondamentale creare programmi seri e cercare davvero di cambiare questa terra. C'è ancora tempo per pensare alle alleanze".

Il capogruppo dell'Udc prende, dunque, tempo, ma Cracolici incalza: "E' evidente, comunque, che questa mozione di sfiducia congiunta è un atto politico chiaro che non solo parla ai nostri elettori, ma che potrebbe segnare il passo per aprire il dialogo anche con altre forze politiche".
Ultima modifica: 21 Giugno 2012 ore 21:11



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