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Terremoto, rischio catastrofe?
Gli esperti: "E' solo un'ipotesi"

Lunedì 25 Giugno 2012 - 21:30
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C'è uno studio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia sui rischi del "Big one italiano" nello Stretto e sulle decine di migliaia di vittime che provocherebbe. Ma il direttore dell'Ingv di Catania, Domenico Patanè, getta acqua sul fuoco: lo studio "è uno dei tanti che si susseguono negli anni". E il sindaco di Messina non si preoccupa: "Siamo a norma".

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Uno studio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia e del Centro europeo di ingegneria sismica, firmato da sedici esperti, prevederebbe un terremoto capace di provocare tra Messina e Reggio Calabria decine di migliaia di morti. Sarebbe questo il contenuto di un documento ufficiale elaborato da esperti di primo piano tra cui Rui Pinho, responsabile del Gem, un progetto mondiale di prevenzione del rischio sismico, che mettono in guardia dalla possibilità di una vera e propria catastrofe causata non tanto dall'intensità dell'eventuale terremoto, che non è prevedibile, quanto dalla precaria situazione edilizia e urbanistica delle città che si affacciano sullo Stretto.

Lo studio risale a quattro anni fa ed è stato presentato in occasione del centenario del terremoto di Messina. In rete è presente solo una versione più tecnica della ricerca, e precisamente sul sito dell'università di Messina, con una serie di “X” che coprono i costi dell'eventuale disastro e il numero delle presunte vittime. Una serie di x abbastanza lunga, che fa immaginare numeri alquanto elevati.

“Lo studio esiste – dice il direttore dell'Ingv di Catania, Domenico Patanè – ma è uno dei tanti che si susseguono negli anni, che io sappia è stato distribuito per il centenario, ma sono cose note come lo studio sulla vulnerabilità della città, ovvero il rapporto Barberi fatto con rilevazioni a campione. Che il nostro patrimonio edilizio sia disastrato non è certo una novità, a Messina come a Catania. Nel 2003 doveva iniziare una verifica sul territorio, della durata di cinque anni, proprio per evitare scenari come questi. E' stata prorogata al 2011, ma non ne abbiamo notizia. I sindaci, che sono anche i primi responsabili per la Protezione civile, dovrebbero essere informati di questi studi per prendere i dovuti provvedimenti”.

Insomma, il “Big one italiano”, ovvero un ipotetico sisma con una magnitudo tra i 7 e i 7,5 gradi, potrebbe accadere proprio tra la Sicilia e la Calabria. “L’aspetto più importante per una città come Messina - si legge nel piano - è la pianificazione urbana per lo sviluppo futuro della città (...) le perdite in termini di vite umane provocate dai terremoti sono direttamente correlate al numero di edifici crollati”. Insomma, più una città è antisismica e meno vite si perdono in caso di sisma.

L'allarme, però, non turba più di tanto il sindaco di Messina, Giuseppe Buzzanca: “A noi la notizia non risulta – commenta a Livesicilia il primo cittadino – siamo inoltre l'unica città italiana dotata di un piano antisismico e facciamo ogni anno un'esercitazione che dura sette giorni e coinvolge scuole, edifici pubblici e anche alcuni privati. Abbiamo simulato un sisma di 6,5 gradi della scala Richter. Gli edifici che abbiamo controllato sono tutti a norma, dopo il 1908 vengono costruite secondo precise indicazioni”.
Ultima modifica: 26 Giugno 2012 ore 20:58



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