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I sindacati: "Un bollettino di guerra"

Salamone & Pullara in liquidazione
La crisi colpisce ancora

Martedì 26 Giugno 2012 - 13:27
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La crisi non perdona Palermo. Salamone & Pullara, marchio storico, viene messo in liquidazione. Dall'azienda: "L'obiettivo è rivedere il modello di business". I sindacati: "Un bollettino di guerra".

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Un altro nome storico del commercio palermitano cade sotto la scure della crisi. Salamone & Pullara, rivenditore dal 1947 a Palermo di materiali da costruzioni, è stato infatti posto in liquidazione. “Stiamo rivedendo il modello di business – spiegano dall'azienda – con l'obiettivo di adeguare la struttura aziendale ai profondi mutamenti che stanno interessando il settore edile al pari dell’intero tessuto economico nazionale. In questo modo puntiamo a salvaguardare la tradizione aziendale e a mantenere i livelli occupazionali, cogliendo le opportunità che il mercato continua ad offrire nonostante la crisi, anche al di fuori dei confini nazionali attraverso avanzati progetti di internazionalizzazione. L’azienda continua a rappresentare un assoluto punto di riferimento sul mercato sia per i fornitori che per i clienti, ragion per cui siamo assolutamente ottimisti sulle prospettive di crescita con il completamento dell’attuale programma di ristrutturazione aziendale".

Non sono altrettanto ottimisti i sindacati. "Quello che stiamo registrando negli ultimi mesi a Palermo – commenta Mimma Calabrò, segretario generale Fisascat Cisl di Palermo – è un vero e proprio bollettino di guerra. Stanno scomparendo, uno ad uno, tutti i nomi dell'economia provinciale e un settore che sta rischiando davvero il collasso è proprio quello dei materiali da costruzioni, strozzato dalla crisi che ha colpito il mercato edilizio. Il nostro obiettivo resta sempre quello della salvaguardia dei livelli occupazionali e per questo ci impegneremo con ogni mezzo”.


Negli ultimi mesi Palermo ha registrato “chiusure eccellenti”: da De Magistris-Bellotti a Vitale (la valigeria di via Libertà fondata nel 1090), da Flaccovio (che ha abbassato la saracinesca della sede vicina al Palazzo di giustizia), a Grande Migliore, il megastore di elettrodomestici, oggettistica e tecnologia con sedi a Palermo e a Trapani che, dopo 84 anni di attività, ha chiuso i battenti mettendo in Cassa integrazione i 261 dipendenti.

E ancora, Max Living del gruppo Electromarket Li Vorsi, che dopo aver chiuso i punti di Alcamo e Castelvetrano ha avviato una vendita straordinaria fino ad esaurimento delle scorte di magazzino anche a Palermo e messo in cassa integrazione i 250 dipendenti fino al 31 dicembre; la Coop che gestiva tredici supermercati (ma sei sono stati chiusi) tra Coop 25 aprile e Primo Maggio; il negozio di calzature e accessori Schillaci in via Libertà; la Botteguccia e Tessilcora, azienda fondata nel 1947 dalla famiglia Sansone, che in autunno dopo i lavori di ristrutturazione lascerà il posto a un ristorante Burger King.
Ultima modifica: 27 Giugno 2012 ore 11:20



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