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La relazione della Corte. Le reazioni

"Sforzi riconosciuti
La Cgil: "Inadeguati"

Venerdì 29 Giugno 2012 - 21:00
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Il governatore: "Abbiamo ricondotto la spesa corrente al di sotto del livello del 2000". L'ssessore Armao: "Rispettato il patto di stabilità". Ma Cracolici ammette: "Molte riforme non sono state compiute", e la Cgil affonda: "Regione a rischio default". Molto critica, come detto, la Cgil Sicilia: “La Corte dei Conti – ha commentato la segretaria generale del sindacato Mariella Maggio - conferma gli allarmi lanciati più volte dalla Cgil su una Regione a rischio default".

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Reazioni contrastanti di fronte al rendiconto generale della Regione siciliana. Se il governo e la maggioranza, infatti, sottolineano come “sia stato riconosciuto lo sforzo di risanamento operato dall'esecutivo”, critiche piovono dalla Cgil, mentre il Partito democratico evidenzia la necessità di un sostegno dello Stato centrale all'economia isolana.

"La Corte dei Conti – ha commentato infatti il presidente della Regione Raffaele Lombardo - evidenzia gli sforzi posti in essere dal governo regionale nell'adozione di misure di risanamento che hanno ricondotto la spesa corrente al di sotto del livello del 2000, sforzi definiti dal Procuratore generale 'di moralizzazione politico-finanziaria e di riduzione della spesa".

"La Corte – ha aggiunto l'assessore regionale per l'economia Gaetano Armao - conferma il rispetto del patto di stabilità, indica alcune misure di riequilibrio che il governo ha più volte proposto all'Ars e che saranno riproposte nel contesto del disegno di legge all'esame della commissione bilancio, affrontando quelle spinte contrarie di interessi corporativi e di ricercatori di rendita che la stessa Corte ha stigmatizzato con le parole conclusive del Presidente Arrigoni".

“I giudici contabili – ha dichiarato il presidente della commissione bilancio all'Ars Riccardo Savona – hanno sottolineato la necessità che vengano riconosciute alla Regione siciliana le proprie prerogative statutarie. È stato detto, in pratica, che devono finire i tempi in cui eravamo costretti ad andare dallo Stato centrale col cappello in mano solo per farci riconoscere quelli che sono nostri diritti”.

“La relazione dei magistrati contabili sul rendiconto 2011 della Regione – detto invece il capogruppo del Pd all'Ars Antonello Cracolici - parla di un preoccupante inarrestabile deterioramento, un giudizio purtroppo non modificato dagli elementi migliorativi introdotti da alcune delle politiche attuate dalla Regione, ad esempio nella sanità. Con grande onestà va detto che altre riforme, indispensabili al miglioramento dei conti e approvate dal parlamento non hanno avuto attuazione da parte del governo. La verità – ha continuato Cracolici – è che la Regione da sola non ce la potrà fare. Anni di gestione irresponsabile obbligano ad azioni forti che però non possono essere fatte senza l’intervento determinante dello Stato. A questo punto è indispensabile un piano di rientro, così come è stato fatto per la sanità, settore nel quale il disavanzo è stato abbattuto da novecento a ventidue milioni di euro in soli tre anni, che intervenga sulla struttura finanziaria della Regione. E’ urgente – conclude il parlamentare PD - che lo Stato aiuti la Sicilia in cambio di una politica seria, rigorosa e riformatrice che non può essere più elusa da parte della classe politica siciliana. Un’intransigente azione di governo che non guardi in faccia nessuno ma abbia come obiettivo di cancellare stupidi e costosi privilegi che sono serviti solo a sfasciare le finanze della Regione e l’etica pubblica in Sicilia”.

Molto critica, come detto, la Cgil Sicilia: “La Corte dei Conti – ha commentato la segretaria generale del sindacato Mariella Maggio - conferma gli allarmi lanciati più volte dalla Cgil su una Regione a rischio default, stretta tra diminuzione delle entrate, aumento della spesa e indebitamento, che abbisogna di un profondo intervento di risanamento che finora non c’e’ stato e continua a non esserci. A bocce ferme – prosegue Mariella Maggio - acquista consistenza la previsione della Fondazione Res di un calo del Pil per quest’anno del 2,2%, che , oltre che un fatto drammatico, sarebbe una ulteriore conferma dell’inadeguatezza dell’azione del governo regionale a far fronte a una situazione grave”. Per la segretaria della Cgil “per avere risultati concreti sul fronte del risanamento dei conti, posto che, sottolinea, come da tempo diciamo proseguire con i mutui e con gli artifici contabili ci porterà inevitabilmente presto al collasso, bisogna partire dalla riscrittura del bilancio regionale, oggi ingessato sulla spesa corrente. Bisogna eliminare gli sprechi, razionalizzare la spesa – ha concluso Maggio- anche perché se non si liberano risorse per investimenti produttivi la regione non potrà dare alcun contributo alla fuoriuscita dalla crisi e allo sviluppo”.
Ultima modifica: 29 Giugno 2012 ore 21:16



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