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Burocrazia regionale: i numeri

Dipendenti e dirigenti:
la Sicilia come il Regno Unito

Giovedì 05 Luglio 2012 - 14:04
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Palazzo D'Orleans come Downing street. Fra dirigenti e dipendenti, l'ufficio di presidenza della Regione siciliana vanta numeri molto vicini a quelli del "Cabinet Office" del primo ministro britannico David Cameron (nella foto).

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david cameron, downing street, palazzo d'orleans, sicilia, Politica
Il governo di due Isole, di dimensioni certamente diverse ed altre "piccole" differenze, può essere incredibilmente simile nel numero dei dipendenti delle rispettive presidenze. I dirigenti regionali della più grande isola del Mediterraneo, la Sicilia, sono infatti pressappoco gli stessi di Downing Street, sede del governo britannico.

Con i suoi 192 dirigenti e 1.385 dipendenti l’ufficio di presidenza della Regione siciliana vanta numeri molto vicini a quelli del "Cabinet Office" del primo ministro Cameron, che conta 1.337 dipendenti e 198 dirigenti. La Regione siciliana, stando ai numeri dell’anno scorso, conta 17.995 dipendenti. Questo però non è il totale complessivo, proprio nel 2011, infatti, 4.857 dipendenti hanno ottenuto una stabilizzazione passando da un contratto a tempo determinato ad uno a tempo indeterminato. Questo, secondo i giudici contabili: “Inciderà in modo rilevante sulle finanze della Regione”. Ma non è tutto. Bisogna aggiungere ai dipendenti “regolari” altri 717 comandati e distaccati ad altre strutture che fanno capo alla Regione, e altri 2.293 dipendenti a tempo determinato, il cui stipendio rientra nelle competenze regionali.

Provando adesso a fare un calcolo si arriva a 21.005 dipendenti, ma ancora una volta il numero non rappresenta la realtà dei fatti. A questi oltre ventimila dobbiamo aggiungere i 7.291 impiegati nelle trentaquattro società controllate o collegate alla Regione, ed arriviamo così al numero di 28.796 dipendenti.

Altri 24.880 lavoratori socialmente utili e forestali in forza a molti comuni, spesso a carico della Regione, si aggiungono alla già lunghissima lista appena fatta. Le retribuzioni di questi lavoratori sono state al centro di un durissimo scontro tra il presidente Lombardo e il commissario di Stato, che aveva impugnato l'ultima legge finanziaria nella quale era previsto il ricorso a un mutuo, anche per pagare questi dipendenti, di 558 milioni. Milioni che avrebbero aumentato il debito regionale raggiungendo così un valore di 5,3 miliardi di euro.

Rispetto al 2001 le buste paga dei dipendenti “ufficiali” incidono per il 45,7% in più sui costi di gestione della Regione, per un costo attuale di 760,1 milioni di euro, ma il costo lievita fino a un miliardo e ottanta milioni se calcoliamo anche gli oneri sociali.

Sommando il numero dei dirigenti di tutte le quindici regioni a statuto ordinario scopriamo che sono 1.836, poche centinaia in più della sola presidenza della Regione siciliana. Ma i dipendenti interni non completano il computo dei dirigenti in forza alla Regione.

La corte dei conti ha dichiarato che: “È poco plausibile, a fronte di oltre 1.800 dirigenti di ruolo, ritenere che non siano già disponibili idonee professionalità all'interno dell'amministrazione. La mancata valorizzazione delle risorse interne è in definitiva la causa dei costi sostenuti per retribuire i dirigenti esterni per i cui emolumenti è previsto un tetto massimo di 250 mila euro, di gran lunga superiore alla retribuzione massima dei dirigenti generali interni». E per terminare questo lunghissimo elenco potremmo ancora prendere in considerazione i sette uffici speciali come Energy manager; secondo i magistrati queste strutture sono spesso “duplicazioni di funzioni già attribuite”.

Volendo ottenere un dato complessivo sui costi totali del personale sommando le retribuzioni dei dipendenti diretti, del personale di società partecipate e dei pensionati avremmo la straordinaria cifra di circa due miliardi di euro. La spesa previdenziale dal 2004 al 2011 è aumentata del 31%, non solo per il naturale corso dei pensionamenti, ma anche per alcuni privilegi che sono sopravvissuti fino a gennaio scorso: il caso dell’entrata del sistema pensionistico contributivo per i dipendenti della regione con otto anni di ritardo rispetto al resto d’Italia può chiarire meglio come questi costi siano lievitati nel tempo.



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