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All'Energia resta l'interim

Lombardo: un sindaco
al posto di Caterina

Giovedì 05 Luglio 2012 - 13:19
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Il presidente pensa a un primo cittadino di un Comune con meno di 20 mila abitanti per la successione alla Chinnici. "Mi dimetterò a luglio e a ottobre si voterà, anche se i partiti romani mi chiedono di restare per rinviare il voto"

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l posto di Caterina Chinnici, dimessasi oggi da assessore alle Autonomie locali perchè chiamata dal ministro Severino a capo del dipartimento giustizia minorile del ministero, il governatore Raffaele Lombardo pensa a un sindaco di un comune con meno di 20 mila abitanti, perche' per gli amministratori con popolazione superiore il doppio incarico è incompatibile. Lo ha riferito lo stesso Lombardo ai cronisti a Palazzo d'Orleans. "E' la mia idea, magari troviamo un sindaco bravissimo - ha detto Lombardo - comunque ne parlerò in giunta con gli altri assessori". Lombardo invece ha deciso di mantenere per sé la delega ai rifiuti e all'energia. "Bisogna portare avanti provvedimenti importanti, a cominciare dal piano dei rifiuti", ha aggiunto.

Lombardo ha parlato anche della capigruppo di ieri e della sfiducia che non è stata più calendarizzata. "Questa volta la storia finirà in modo diverso - ha detto riferendosi al governo Milazzo -. L'esperienza del milazzismo (il governo di Silvio Milazzo che mise insieme Pci e Msi) si concluse con la sfiducia di Milazzo, tradimenti e scandali manovrati dai servizi segreti. Anche questa volta, per la verità, qualche traditore c'é".

"Ritengo che qualcuno - ha aggiunto al riguardo il presidente della Regione - non se la sia sentita di andare avanti con la mozione anche perché avrebbe sfiduciato se stesso. Io non ho mosso un dito. Credo che la decisione di non calendarizzarla sia stata saggia e opportuna, in caso contrario si sarebbe consumato un piccolo e meschino oltraggio dell'istituzione che rappresento e non avrebbe portato niente di buono. E' prevalso il buon senso e la saggezza, devo riconoscere il ruolo del presidente Cascio".

Lombardo ribadisce che non ci saranno soprese: "In Sicilia si voterà il 28 e 29 ottobre, nonostante i tentativi di esponenti del centrodestra e del centrosinistra che mi chiedono di non dimettermi, perché il voto anticipato scombussola i piani dei partiti nazionali che hanno fatto le alleanze per aprile e temono che le elezioni in Sicilia possano far saltare i loro giochetti. Ma io mi dimetterò il 31 luglio e si voterà il 28 e 29 ottobre".

Quanto al Pd, con cui si è consumata una rottura: "Col Pd siamo destinati a collaborare, anche se ci ritroviamo su fronti diversi". Prosegue dunque il fidanzamento con i democratici? "No, purtroppo ci siamo ripresi i regali".
Ultima modifica: 05 Luglio 2012 ore 20:25



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