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Interrogatorio a Palermo

Fotografato assieme ai boss:
"Ma io con la mafia non c'entro"

Lunedì 09 Luglio 2012 - 17:43
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Giuseppe Migliore, immortalato a pranzo con alcuni presunti capimafia (nella foto), ha chiesto di essere interrogato. E ha respinto l'accusa di avere tentato di ripulire i soldi di Cosa nostra.

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È accusato di avere tentato di riciclare il denaro dei boss. Davanti ai pubblici ministeri, però, Giuseppe Migliore ha negato ogni accusa, ogni contatto con i mafiosi di Porta Nuova. Eppure Migliore era fra i partecipanti ad un pranzo immortalato dagli scatti dei carabinieri. Il 12 marzo 2011 al tavolo della trattoria don Ciccio, a Bagheria, erano seduti, oltre a Migliore, Antonio Messicati Vitale, oggi latitante e indicato come il nuovo capo della cosca di Villabate, Nicola Milano e Tommaso Di Giovanni, nuovi reggenti del mandamento di Porta Nuova.

Migliore sarebbe la persona attraverso cui Milano avrebbe cercato di mettere le mani su un intero palazzo in corso Domenico Scinà, nel cuore di Borgo Vecchio. Un immobile confiscato alla mafia per cui la Scinà Società Cooperativa aveva avanzato un'offerta per l'acquisto da un milione e 250 mila euro. Gli arresti di dicembre avrebbero fatto saltare i piani di Di Giovanni e soci.

L'avvocato Roberto Macaluso



Migliore, che ha chiesto di essere interrogato e si è presentato davanti al pm Maurizio Agnello assieme al suo legale, l'avvocato Roberto Macaluso, ha spiegato che insieme ad altri inquilini stava cercando di comprare gli appartamenti per i quali nel 1995 avevano già versato cento milioni di lire. Migliore ha risposto pure alle domande sul pranzo di Bagheria. Non sapeva chi fossero i partecipanti che non aveva mai visto prima. Con il solo Di Giovanni avrebbe avuto un contatto. Gli aveva chiesto una consulenza visto che di mestiere Migliore fa l'agente immobiliare.
Ultima modifica: 09 Luglio 2012 ore 21:42



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