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Il Pd: "Un autogol"

Affossato il blocca-nomine
Cascio: "Sarà votato in Aula"

Martedì 10 Luglio 2012 - 13:58
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In Commissione Affari istituzionali tre deputati dell'Mpa e il capogruppo di Fli Marrocco votano un emendamento che abolisce il blocca-nomine. Voto contrario solo di Maira e Cascio (Cantiere popolare).

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arena, ars, cracolici, mario parlavecchio, marrocco, minardo, Mpa, Politica
“Le critiche sulle eccessive nomine del mio governo sono un atto di killeraggio”, ha detto il presidente Raffaele Lombardo oggi a Palazzo d'Orleans. Negli stessi minuti, a pochi metri, i deputati che sostengono il suo governo uccidevano la norma “blocca nomine”, il Pd decideva di occupare la Commissione Affari istituzionali, ma il presidente Francesco Cascio, facendo leva sulle decisioni della Conferenza dei capogruppo: "Il ddl andrà in Aula domani". Il motivo? In commissione non s'è giunto al voto finale, e l'approdo in Aula era stato previsto comunque (a prescindere dall'esito della Commissione) per la seduta di domani.

Insomma, sono sempre le nomine, gli incarichi di fine legislatura a tenere banco. Arricchite da fatti paradossali come la designazione di Eugenio Tafficante,detenuto per stalking, nel collegio dei revisori di Sicilia e-Servizi. Incarichi di fine legislatura, li chiama qualcuno. Nonostante crescano le voci di chi pensa che la fine in realtà, non sia così vicina. “Mi sono stancato di rispondere a questa domanda – ha risposto piccato Lombardo ai cronisti – e non chiedetemelo più. Avevo detto che mi sarei dimesso il 28 luglio, e mi dimetterò il 31 solo per esigenze tecniche. È sicuro”.

Ma di sicuro c'è anche il fatto che oggi, in Commissione affari istituzionali presieduta dal deputato dell'Mpa Riccardo Minardo, la cosiddetta “norma blocca-nomine” veniva affossata dai voti dei lombardiani. Una norma, per intenderci, che avrebbe portato alla decadenza degli incarichi con l'insediarsi del nuovo governo.

Così, oggi hanno votato contro quel ddl, approvando di fatto un emendamento soppressivo della norma presentato dal capogruppo di Fli Livio Marrocco, oltre al presidente, anche i deputati di Mpa Arena e Parlavecchio, e ovviamente lo stesso Marrocco. Contrari solo Rudy Maira e Salvatore Cascio del Pid. Ma dov'era il resto della commissione? Il Pd, ad esempio, era riunito per un incontro politico tra i deputati, anche alla luce della direzione di ieri. Finita la riunione, i democratici non hanno potuto che prendere atto dell'affossamento della legge, compiuto in loro assenza. Evento che ha scatenato la furia del capogruppo Antonello Cracolici. “L’atteggiamento del presidente della prima commissione Affari istituzionali Riccardo Minardo è di assoluta gravità: stamane mentre era in corso la riunione del gruppo Pd, ha riunito la prima commissione e con un blitz ha fatto votare la ‘bocciatura’ del ddl blocca nomine, pur non essendo neanche in numero legale. Di fronte ad un comportamento di tale gravità e scorrettezza – ha aggiunto Cracolici - chiediamo l’immediato intervento del presidente dell’Ars altrimenti alle 16, piuttosto che presentarci in aula, occuperemo la prima commissione”. Intervento che è arrivato, come detto. Così Cracolici ha accolto con soddisfazione la decisione di Cascio, e ha commentato in maniera caustica il comportamento dei colleghi in prima Commissione: "Una furbizia si è tramutata in un autogol".

E del resto, sul tema s'era già espresso il presidente dell'Ars Francesco Cascio, che aveva considerato di assoluta priorità il decreto blocca-nomine. Una considerazione, del resto, condivisa pochi giorni fa nella conferenza dei capigruppo che aveva deciso di non calendarizzare la mozione di sfiducia e di accelerare su alcuni importanti ddl: la manovra, il rendiconto, l'assestamento e, appunto, il "blocca nomine". Così, come detto, il testo andrà comunque in Aula, col voto contrario della commissione. Anzi, l'Aula in qualche modo "avoca" la discussione finale sul testo, e i motivi tecnici sono spiegati dallo stesso Cascio durante la seduta: "Oggi in commissione - ha detto Cascio - non è stato completato l'iter della legge, visto che è sol stato votato un emendamento, ma non s'è giunto al voto finale. Così, come deciso in conferenza dei capigruppo, il ddl andrà in Aula domani, 11 luglio".


I deputati dovranno pronunciarsi sulla posizione espressa dai lombardiani. Se saranno d'accordo, il “blocca-nomine” finirà nel cestino dei rifiuti. In caso contrario, dovrà comunque tornare in prima commissione. E altro tempo, intanto, passerà.

Nessuna forzatura e nessun "blitz", invece, sarebbe stato compiuto, secondo il presidente della prima Commissione Riccardo Minardo: “In qualità di presidente della prima Commissione, - ha detto - mi sono limitato a svolgere il mio ruolo nel pieno rispetto delle disposizioni di regolamento, che ho applicato senza forzatura alcuna.  Stamane la prima Commissione si riuniva per l’esame della legge, in considerazione del fatto che ieri erano scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti al ddl oggetto di dibattito. La convocazione - ha aggiunto - era fissata per le undici, ho persino atteso venti minuti prima dell’inizio dei lavori.  Come previsto dal regolamento, abbiamo iniziato partendo dagli emendamenti soppressivi: c’era un unico emendamento, l'.1.1, che proponeva la soppressione dell'art. 1 del ddl, e con i voti dei deputati presenti, quattro a favore e due contrari, questo emendamento è stato approvato. Di conseguenza la Presidenza della Commissione non ha potuto far altro che prendere atto del risultato della votazione. Nessuno scandalo, dunque, - ha concluso -  ma solo la piena e completa applicazione delle regole di esercizio democratico nel rispetto dei numeri della rappresentatività”. E in Aula, Minardo, di fronte all'intenzione dichiarata di Cascio di calendarizzare comunque per domani il ddl, ha replicato: "Il presidente non può non tener conto dell'opinione della Commissione. Non può farlo".

“Che l’opposizione gridi allo scandalo - ha detto il capogruppo di Fli Livio Marrocco - lascia quanto mai perplessi, a maggior ragione considerando che i moralizzatori di oggi in passato hanno ampiamente e ripetutamente goduto, anche a ridosso delle campagne elettorali, delle stesse possibilità di nomina che ora rinfacciano a Raffaele Lombardo. Il loro “no” alle nomine, quindi,- ha aggiunto - è solo un attacco politico strumentale e demagogico, che con il voto di oggi abbiamo rispedito al mittente. Invece di minacciare inutili occupazioni, partecipino alle sedute delle commissioni".

Ma di blitz parlano oggi i due esponenti di Pid-Cantiere popolare presenti in prima commissione, e unici a votare contro. E puntano i dito proprio contro quei “deputati – hanno dichiarato infatti Rudy Maira e Totò Cascio, rispettivamente capogruppo e deputato del Pid-Cantiere popolare - che oggi in commissione Affari Istituzionali dell’Ars hanno votato un emendamento del deputato Livio Marrocco per la soppressione dell’articolo 1 del ddl con il quale si impedirebbe al governo della regione di continuare ad effettuare nomine ed a creare clientes anche dopo le dimissioni del presidente e prima dello svolgimento delle elezioni. Difenderemo – hanno aggiunto - le norme blocca-nomine in Aula contro ogni tentativo di trasformare la fase elettorale in un suk di svendita di anime ed intelligenze”.

“Chi critica queste nomine, che sono atti dovuti – diceva però in quei minuti il presidente Lombardo – è un killer”. E nel frattempo, i “suoi” deputati uccidevano il “blocca nomine”.
Ultima modifica: 11 Luglio 2012 ore 17:23



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