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Gli scenari

Aspettando la mossa di Mario

Martedì 31 Luglio 2012 - 18:14
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Il naufragio della spending review all'Ars di certo non sarà gradito a Monti. Che sette giorni fa a Roma aveva chiesto alla Regione di intervenire sulla spesa. Si va verso un commissariamento?

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Chissà cosa dirà adesso Palazzo Chigi. Il naufragio della spending review nell'ultima seduta della legislatura dell'Ars non farà molto piacere, probabilmente, al governo Monti. Sette giorni fa, al termine dell'incontro romano tra il presidente del Consiglio e il presidente della Regione, Palazzo Chigi in una nota aveva parlato dell'impegno su “un piano di rientro finanziario e di riorganizzazione della pubblica amministrazione regionale, che sia vincolante nei tempi e negli obiettivi”.

Prendendo positivamente atto dell'impegno recentemente avviato dal Governo regionale per la riduzione dell'organico del personale regionale, dei dirigenti e delle società partecipate, nonché dei primi risultati raggiunti nell'ambito del piano di rientro dal disavanzo sanitario – proseguiva la nota di Palazzo Chigi - il presidente del Consiglio «ha tuttavia posto l'accento sulla necessità che, parallelamente, parta un processo di confronto serrato, a livello tecnico, per un'analisi di dettaglio di tutte le componenti di spesa del bilancio regionale, volto a garantire un quadro di massima conoscibilità e trasparenza dei dati».


Insomma, Monti aveva chiesto al governo regionale di procedere speditamente nell'approvazione di un piano di spending review. Ma le misure studiate dall'assessore Gaetano Armao si sono impantanate nell'Aula presa dall'atmosfera di campagna elettorale. Come reagirà Roma? Sette giorni fa, il governo Monti aveva parlato della necessità di predisporre un “programma di riforme strutturali e di riorganizzazione dell'amministrazione pubblica regionale, vincolante negli obiettivi e nei tempi, e costantemente monitorato dalle strutture tecniche del governo nazionale, alla cui realizzazione saranno subordinati i trasferimenti nazionali nel quadro realizzativo del federalismo fiscale”. Tradotto dal politichese: lo Stato non scucirà più una lira alla Sicilia se la Regione non taglia la spesa relativa alla pubblica amministrazione.

Oggi in Aula la spending review si è trasformata da legge in ordine del giorno. Poco più che buoni propositi. L'assessore Armao, parlando a Sala d'Ercole, si è premurato di assicurare che il governo regionale garantirà il “rispetto di tutti gli impegni” sul fornte del “contenimento della spesa”. E ha ricordato “i risparmi ottenuti attraverso misure amministrative”, sottolineando che questi sono stati elogiati dalla Corte dei Conti. Basteranno questi per convincere Roma? O il passaggio a vuoto di oggi consiglierà a SuperMario la scelta dell'invio di commissari romani? Non occorrerà molto tempo per scoprirlo.
Ultima modifica: 31 Luglio 2012 ore 18:15



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