Centro Olimpo, il tempo stringe | Coop pronta a rilevare Despar - Live Sicilia

Centro Olimpo, il tempo stringe | Coop pronta a rilevare Despar

Si avvia alla chiusura il reparto ex Euronics del centro Olimpo, a Palermo. E le cose non vanno meglio ai Leoni. E intanto va avanti a tappe forzate la trattativa tra Aligrup (Despar) e Coop

LA VERTENZA
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La crisi continua a colpire. E nella cinica roulette del mercato questa volta sono finiti i lavoratori di Center Gross Sicilia, la società che a Palermo gestisce i reparti di elettronica ed elettrodomestici (ex Euronics) del Centro Olimpo, del Centro Leoni e del Centro Guadagna (quest’ultimo, per la verità, pur rientrando nell’ombrello Center Gross, non è al momento coinvolto nell’operazione di smantellamento). I lavoratori del Centro Olimpo e dei Leoni, una quarantina in tutto, ormai da mesi, infatti, vanno avanti con il sostegno al reddito concesso dall’Ente bilaterale per il terziario. E, denunciano i lavoratori, “aspettiamo ancora gli stipendi di giugno, luglio e la quattordicesima”. Ma soprattutto non vi è alcuna certezza per il futuro. Anzi. Lo scorso 16 luglio, 12 dei 23 dipendenti ex Euronics del Centro Leoni hanno ricevuto una lettera con la quale Center Gross Sicilia annunciava loro che resteranno in “sostegno al reddito” fino a nuova comunicazione. Intanto, dopo avere effettuato una vendita straordinaria con sconti fino al 70%, l’azienda ha ridotto lo spazio espositivo, facendolo passare da tremila a mille metri quadri.

Una situazione di totale incertezza, insomma, che fa il paio con quanto sta succedendo al Centro Olimpo dove, dal mese prossimo, verrà sospesa l’attività di vendita del reparto, non prima di avere svuotato gli scaffali. Da domani partirà la vendita della merce fino ad esaurimento delle scorte di magazzino. “Il nostro obiettivo – commenta il segretario generale della Fisacat Cisl, Mimma Calabrò (nella foto) – è quello di salvaguardare i lavoratori, ai quali sono stati offerti trasferimenti tra la Sicilia e la Calabria. Cerchiamo il confronto con l’azienda, ma pare proprio che il desiderio non sia ricambiato”.

E se il reparto di elettronica piange, il supermercato a marchio Despar ad oggi non ride. Almeno fino a quando non verrà definita la partnership industriale Coop-Despar (accordo che pare però essere alle battute finali). “Il nostro auspicio – dice Mimma Calabrò – è che le trattative che in questi giorni si sono fatte frenetiche possano evolversi positivamente salvaguardando tutti i livelli occupazionali. In Sicilia non possiamo permetterci di perdere ancora posti di lavoro. Per darvi un’idea della misura del problema posso dirvi che una crisi di Aligrup per il Catanese sarebbe equivalente alla chiusura dello stabilimento Fiat nel Palermitano”.

La speranza, quindi, è tutta riposta nell’intesa che coinvolgerà due tra le maggiori cooperative di consumatori del Paese, Coop Adriatica e Coop Consumatori Nordest (che contano, rispettivamente, 173 punti vendita e 1.150.000 soci, e 85 punti vendita e 850 mila soci), e Aligrup, marchio di Despar con 178 negozi nelle province di Palermo, Catania, Siracusa, Enna, Caltanissetta e Ragusa. Se questo matrimonio, come pare ormai certo, dovesse andare in porto, il marchio Despar lascerebbe il campo a ‘Supercoop Sicilia’. Passaggio che potrebbe già da solo far tirare un respiro di sollievo ai lavoratori. Ma non è il solo positivo. Pare, infatti, che accanto a Supercoop ci siano altri big della Grande distribuzione pronti a rilevare anche i punti vendita considerati non strategici da Coop. “Ciò che è fondamentale – aggiunge Mimma Calabrò – è fare in fretta, onde evitare che le aziende precipitino in un pozzo cartesiano dal quale sarebbe difficile venir fuori”. Ciò che manca all’accordo, infatti, è il “parere di congruità” circa il corrispettivo da corrispondere per la cessione dei punti vendita. Parere che deve essere fornito dal Tribunale di Catania. Senza questo passaggio l’accordo non può essere definito e, senza liquidità, Aligrup continuerà a non rifornire i punti vendita. “Col risultato – aggiunge la sindacalista – che gli scaffali saranno sempre più vuoti e i clienti sempre più propensi ad andare altrove…”.


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