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MICCICHE' AL CORSERA

"La Sicilia è persa, se Castiglione
conta più di Berlusconi

Sabato 11 Agosto 2012 - 12:53
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Il leader di Grande Sud, Gianfranco Micciché, intervistato dal Corriere della Sera, risponde per le rime a Giuseppe Castiglione: "Io vado avanti per la mia strada. Mi candido per i fatti miei, col mio partito autonomista. Anche se decidessero davvero di non ascoltare il presidente".

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“Se Castiglione dovesse contare più di Berlusconi, la Sicilia sarebbe persa...”. Tira aria pesante nel centrodestra siciliano, all'indomani della discesa in campo ufficiale di Gianfranco Micciché. E il leader di Grande Sud, intervistato dal Corriere della Sera, non le manda a dire all'ex compagno di partito Giuseppe Castiglione, presidente della Provincia di Catania.

Castiglione ha ormai ufficializzato infatti che non sosterrà Micciché come candidato presidente. Una rivalità antica fra i due, riesplosa proprio mentre il centrodestra tenta di trovare una sintesi sul successore di Raffaele Lombardo a Palazzo d'Orleans.


E il protagonista del 61-0 forzista non nasconde la propria insofferenza di fronte alle resistenze del presidente etneo: “Pensavo che, fatte le discussioni interne al loro partito, quando Berlusconi indica... - dice al Corsera - ma io vado avanti per la mia strada. Mi candido per i fatti miei, col mio partito autonomista. Anche se decidessero davvero di non ascoltare il presidente, come invece lo ascoltai io”. Già, perché la benedizione sul nome del leader di Grande Sud è arrivata proprio dal Cavaliere in persona che non è però riuscito a convincere il Pdl etneo a seguirlo in questa scelta. Sintomo, probabilmente, di un Berlusconi indebolito e ormai non più padre-padrone del partito, distante anni luce da quello che, appena quattro anni fa, convinse Micciché a rinunciare alla corsa per la presidenza in favore di Raffaele Lombardo.

 
Ultima modifica: 11 Agosto 2012 ore 16:14



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