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La scelta

Battiato ha detto sì
Ma sarà assessore al Turismo


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CATANIA- Come Gilberto Gil ministro del governo brasiliano di Lula. Ma con le dovute proporzioni. Non certo artistiche. Franco Battiato è il nuovo assessore regionale. Sembrava dovesse essere sua la poltrona alla Cultura, ma in serata, dagli studi di La7, lo stesso cantautore ha rivelato che alla fine ha deciso di optare per l'assessorato al Turismo. Da piazza Croci a via Notarbartolo. Ma la scelta sul suo nome resta, eccome.

Lo scenario dove avviene l’investitura non è affatto occasionale. Anzi. Si tratta del settecentesco Palazzo Platamone: oggi polo culturale della città. E la città è Catania. Casa di Franco Battiato. Prima dell’avvio della conferenza stampa di ufficializzazione ci sono i lavoratori di Aligrup che, da fuori, incalzano il neo-governatore. Una ressa di cronisti, curiosi e addetti ai lavori (molti gli esponenti politici dell’asse Pd-Udc presenti) che attendono, invece, nella sala grande al primo piano del Palazzo. E così, la conferenza stampa si trasforma in una bolgia. Una calca. Un subbuglio. Ma la “proclamazione” del Maestro che diventa assessore è, del resto, il colpo mediatico ad effetto di Rosario Crocetta. Un fendente chiaro agli scettici. Un modo per dire: “Guardate che faccio sul serio”.

Ed anche Battiato fa le cose sul serio. “Scendo in campo volentieri", sibila tra il vociferare di una sala enorme divenuta d’improvviso minuta. Il Maestro non declina l'invito del presidente. Ma lo fa ponendo un paletto chiaro ed essenziale: "Dobbiamo trovare il modo. Di certo posso occuparmi solo di un aspetto. Magari pensare a creare qualche progetto con l'estero”. Un giornalista lo chiama assessore. “Così mi offendo. Chiamatemi solo Franco". E poi: “Non voglio assolutamente cambiare mestiere e ho detto a Rosario che non voglio stipendio: è un modo per sentirmi libero”. È lì che scatta un prevedibilissimo battimano. Accanto a lui c’è Rosario Crocetta. Gonfia il petto. Sa di aver spiazzato tutti. Fatto vibrare la sensibilità di molti animi con questa scelta. Ed appena attacca la conferenza stampa cita Elsa Morante e parla di riscatto: "Si parla della Sicilia come terra imprevedibile e che cerca il male su tutto senza possibilità di riscatto. Io credo, invece, che sia arrivato il momento che tutti i siciliani onesti si rimbocchino le maniche senza pregiudizi e comincino a lavorare per la Sicilia".

È un Crocetta fermo e deciso quello che annuncia l'ingresso nella sua squadra del maestro Franco Battiato. Non lo scompone nemmeno un cronista che gli chiede dei suoi rapporti con Celona, uomo d’onore di Gela. Battiato fa da paciere: “Vi assittati ppi favuri?”. Ancora il neo presidente: “Ribadisco che dobbiamo avere la forza di rimboccarci le maniche, al di là dei veleni e delle appartenenze politiche che rischiano di avvelenare tutto”. E poi un passaggio polemico su Lombardo: "Ieri il mio collega continuava a firmare da Grammichele determine e incarichi. Non so se l'abbia fatto anche oggi. Dice di no. Speriamo. Io ogni ora che passa tremo e dico: quanti altri incarichi avrà fatto che io dovrò revocare?". Più che una conferenza stampa, un manifesto d’intenti. “Quando Mattarella ha cercato di fare l’operazione che voglio fare io è stato ammazzato”. Per oggi è pure abbastanza.