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Manager, tutte le nomine
tra promossi e bocciati


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asp, borsellino, crocetta, sanità, Politica

Al termine di una giunta di governo durata più di tre ore, saltano tutti i dirigenti bocciati qualche mese fa dall'Agenas, con la sola eccezione del Commissario dell'Asp di Palermo. Nel capoluogo, invece, sostituiti i manager di Policlinico e Villa Sofia. Al posto di La Rocca e Di Rosa arrivano Li Donni e Termine. Cantaro dall'Asp di Caltanissetta passa al Cannizzaro di Catania.

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PALERMO -(aggiornamento 22,30). Alla fine, alcune teste sono cadute davvero. E il governo Crocetta ha dato la prima mano di vernice sulla Sanità siciliana. La Giunta, infatti, ha condiviso stasera le proposte di nomina dell'assessore alla Salute, Lucia Borsellino, di alcuni Commissari straordinari delle Azienda sanitarie siciliane, in sostituzione dei precedenti nominati nella scorsa legislatura. Sono "saltati" tutti i manager bocciati qualche mese fa dall'Agenas, con una sola eccezione: quella di Salvatore Cirignotta che resta saldo alla guida dell'Asp di Palermo. Lascia invece il vertice del "Cannizzaro di Catania" un fedelissimo di Lombardo, Francesco Poli. Che non era stato, invece, censurato dall'organismo di valutazione.

Così, all'Asp di Caltanissetta va Vittorio Virgilio, all'Asp di Enna Giacomo Sampieri, all'Azienda ospedaliera Villa Sofia Cervello di Palermo Giuseppe Termine, all'Azienda ospedaliera Policlinico di Palermo Renato Li Donni, all'Asp di Siracusa Vittorio Di Geronimo, all'Azienda Cannizzaro di Catania Paolo Cantaro, all'Azienda ospedaliera Policlinico di Catania Ignazio Tozzo che subentrerà a partire dalla scadenza del contratto dell'attuale direttore, Armando Giacalone. Un contratto che scadrà a febbraio. Restano confermati gli attuali Commissari delle altre Aziende Sanitarie. Le nomine sono state fatte nelle more della nomina dei nuovi Direttori generali che saranno effettuate a seguito della formazione dell'elenco di cui all'avviso pubblico deliberato dalla Giunta Regionale nella deliberazione del 4 dicembre del 2012.

Così, con l'arrivo dei nuovi Commissari, decade l'incarico dei precedenti. In particolare, come aveva anticipato nel pomeriggio Live Sicilia, all'Asp di Caltanissetta Paolo Cantaro fa le valigie. Ma solo per il trasloco al "Cannizzaro" dove prende il posto di Francesco Poli, un fedelissimo di Raffaele Lombardo. Restano senza incarico, invece, Salvatore Di Rosa, ormai ex Commissario dell'Azienda "Villa Sofia-Cervello", Mario La Rocca (Policlinico di Palermo), Mario Zappia (Asp di Siracusa), Nicola Baldari (Asp di Enna), Armando Giacalone (Policlinico di Catania). Per quest'ultimo, però, l'avvicendamento avverrà alla scadenza del contratto, prevista per febbraio.




La lunga giornata dei manager

Qualcuno salterà. Già da subito. Gli altri ruoteranno. Nonostante un bando che avrebbe consentito di effettuare le nuove nomine entro marzo. Il governo mette le mani nella Sanità. E oggi in giunta probabilmente fisserà i requisiti per la revoca degli incarichi e renderà espliciti i nomi dei dirigenti di Asp e Aziende ospedaliere che verranno rimossi. E uno dei requisiti individuati dall'esecutivo porterebbe con sé già una contraddizione. Uno dei fattori che “peserà” sulla decisione della giunta sarà infatti la valutazione compiuta dall'Agenas pochi mesi fa. Una valutazione che aveva evidenziato le carenze di sei manager. Tutti confermati, pochi giorni dopo, dall'allora assessore Massimo Russo. Potrebbe toccare alla “sua” direttrice Lucia Borsellino, oggi componente della giunta, operare quella rimozione.

Una cosa ormai è certa. Proprio oggi scade l'incarico dei manager frutto della cosiddetta norma “blocca-nomine”. Una norma che ha permesso al governo Lombardo, nella scorsa estate, di nominare soltanto Commissari straordinari. “Rimovibili” dal nuovo governo entro sessanta giorni dalla data di proclamazione del nuovo presidente della Regione. Una proclamazione avvenuta, appunto, sessanta giorni fa.

Così, oggi di fatto gli incarichi vanno in scadenza. E nella giunta di stasera il governo dovrà decidere se confermare qualcuno attraverso un nuovo decreto di nomina, o lasciar decadere gli incarichi di altri manager. “Si tratterà comunque – spiega il presidente della Commissione Servizi sociali e sanitari all'Ars Pippo Digiacomo – di una scelta di natura politica. La vera rivoluzione si opererà attraverso il rinnovo dell'elenco degli idonei a ricoprire la carica di dirigente generale delle Aziende sanitarie. Al momento, però, - conclude Digiacomo – credo che il governo non abbia scelta”.

E il governo, così, dovrà operare. E lo farà come detto proprio stasera, in occasione della giunta di governo. Una riunione che giunge dopo la “visita” dell'assessore Lucia Borsellino proprio in Commissione Sanità. Lì, raccontano i presenti, l'assessore avrebbe fornito solo alcune indicazioni di massima sull'orientamento del governo. Erano tre le strade: lasciare decadere tutti gli incarichi, rinnovarli tutti, o valutare “caso per caso”. È quest'ultima la strada scelta dal presidente Crocetta. Che avrebbe individuato insieme alla Borsellino e agli altri assessori, i criteri per la conferma o per la “bocciatura”. Uno di questi, come detto, sarà rappresentato dalla valutazione operata dall'Agenas, l'organismo di valutazione voluto dalla stessa Regione, che ad agosto aveva “bocciato” Salvatore Cirignotta (Asp di Palermo), Mario La Rocca (Policlinico “Paolo Giaccone” di Palermo), Salvatore Di Rosa (“Villa Sofia-Cervello”), Nicola Baldari (Asp di Enna), Franco Maniscalco (Asp di Siracusa) e Armando Giacalone (Policlinico di Catania, il cui mandato è però in scadenza a febbraio 2013). Tra questi, stando ai primi rumors raccolti nei Palazzi del potere, quelli più “a rischio” sembrano i Commissario del Policlinico catanese Armando Giacalone e di quello palermitano, Mario La Rocca.

Ma i manager in carica sono in tutto diciassette. Sempre a fine agosto, infatti, Russo aveva prorogato gli incarichi anche di quelli che non avevano subito una censura dall'Agenas. Si tratta di Francesco Poli (Cannizzaro di Catania), Angelo Pellicanò (Garibaldi di Catania), Giuseppe Pecoraro (Policlinico di Messina), Armando Caruso (Papardo - Piemonte di Messina), Paolo Cantaro (Asp di Caltanissetta), Fabrizio De Nicola (Asp di Trapani), Mario Zappia (Asp di Siracusa), Salvatore Cirignotta (Asp di Ragusa), Carmelo Pullara (Civico di Palermo), Salvatore Messina (Asp di Agrigento), Manlio Magistri (Asp di Messina), Gaetano Sirna (Asp di Catania). In questo caso, il governo sembrerebbe essere intenzionato a lasciare decadere gli incarichi di Cantaro a Caltanissetta, De Nicola a Trapani, di Messina ad Agrigento e di Sirna a Catania. Mentre Salvatore Cirignotta pochi giorni fa ha già lasciato l'incarico all'Asp di Ragusa sostituito da Angelo Aliquò, ex collaboratore di Massimo Russo.

Insieme alla valutazione dell'Agenas, poi, a “pesare” sulla valutazione del governo sarà la verifica di una sorta di “incompatibilità ambientale”. Un criterio vago, ma nel quale va ricompreso, oltre ai rapporti con le istituzioni e le associazioni locali, anche, soprattutto, l'appartenenza politica. Insomma, in alcuni casi si tratterà di puro “spoil system”.

“Non va fatta – ha commentato il deputato del Partito dei siciliani Beppe Picciolo, componente della commissione Sanità – di tutta l'erba un fascio. Ma bisogna puntare su criteri che esaltino la managerialità. Se i manager hanno operato bene, vanno riproposti, al di là di ogni altra considerazione. In caso contrario, sarà giusto rimuoverli. E in quest'ultimo caso, però, va precisato che le stesse persone non possono trovare posto nel successivo elenco degli idonei per ricoprire gli incarichi di direttore generale delle Asp”.

E sul tema, la Cisl ha precisato di aver “condiviso la necessità di nominare i nuovi direttori entro marzo, e della loro selezione tra coloro che hanno partecipato al recente bando pubblicato dall’assessorato regionale alla Salute che, tra l’altro, recepisce i criteri della legge Balduzzi. Abbiamo confidato – prosegue la Cisl in una nota - nella rigorosità e nella volontà di rottura e discontinuità con il recente passato, annunciata dal presidente della Regione. Ora, ribadiamo – prosegue il sindacato - che la scelta dei nuovi manager della sanità dovrà essere finalizzata a rompere schemi di appartenenza politica e un modello funzionale a interessi e lobby. Non comprenderemmo – conclude la Cisl - scelte estemporanee in un momento politico elettorale di continua fibrillazione”. Già, perché sullo sfondo ci sono le elezioni politiche. E il rischio che le nuove nomine possano finire, a torto o a ragione, nel calderone rovente della campagna elettorale è molto forte.