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L'ANNUNCIO

Amat, si dimette il presidente Ettore Artioli
dopo la candidatura alla Camera con Monti


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La notizia era nell'aria, ma adesso arriva l'ufficialità: Ettore Artioli, candidato alla Camera nella lista Monti per la Sicilia Occidentale, lascia la presidenza dell'Amat. "Ero incerto fino all'ultimo - dice Artioli - ma non volevo si pensasse a una presa di distanza dal progetto politico".

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PALERMO - Ettore Artioli lascia la presidenza dell’Amat. La notizia circolava con insistenza già da ieri, non appena è stata messa nero su bianco la candidatura alla Camera con la lista Monti, ma solo oggi ha assunto i crismi dell’ufficialità.

“Fino all’ultimo avevo escluso un mio coinvolgimento diretto nella competizione elettorale - dichiara Artioli - per mantenere l’impegno assunto con il sindaco Leoluca Orlando che ha voluto, ancora una volta, onorarmi della sua fiducia, e con la città di Palermo e i lavoratori dell’Amat, portando a termine il risanamento dei bilanci dell’azienda. La mia assenza dalle liste però poteva correre il rischio di apparire come una presa di distanza da un progetto che ho contribuito a far nascere per ricostruire l’Italia e quindi la Sicilia, timore condiviso da Luca Cordero di Montezemolo a cui devo la decisione ultima di candidarmi in prima persona. Lascio con la consapevolezza di aver messo in sicurezza i conti dell’azienda e di aver recuperato l’appalto del tram”.

Dopo neanche sei mesi, quindi, Artioli lascia la guida dell’azienda per il trasporto pubblico a cui era arrivato su nomina del sindaco Leoluca Orlando. Un rapporto, quello col primo cittadino, che tutti descrivono come ben saldo nonostante le divergenze politiche. E la prova ne è il fatto che, nonostante Artioli fosse stato nominato a novembre coordinatore regionale di Italia Futura, la fondazione di Luca Cordero di Montezemolo oggi a sostegno della candidatura di Mario Monti, sia rimasto comunque al suo posto fino alla sua candidatura.

Una scelta, quella di correre per la Camera in posizione utile all’elezione, che lo ha così costretto al passo indietro e alla “separazione” con il Professore, di cui è sempre stato un fedelissimo: basti pensare che, malgrado l’impegno politico al fianco di Montezemolo, a piazza Pretoria circolava la voce che Orlando volesse affidargli anche la gestione dell’Amia in caso di sentenza favorevole del tribunale sul concordato preventivo. Ma, come detto, Artioli ha preferito seguire un altro amico di vecchia data, quel Montezemolo di cui è stato vice quando era alla guida di Confindustria e che lo avrebbe "costretto" al grande passo. Fino a qualche giorno fa Artioli negava con forza di essere disposto a candidarsi, proprio per fedeltà a Orlando, ma un eventuale rifiuto sarebbe stato interpretato come una presa di distanza dal progetto politico centrista. E così le insistenze di Montezemolo hanno avuto la meglio.

E adesso toccherà a Orlando individuare un successore e anche in tempi brevi, non solo perché l’Amat è impegnata nel confronto con i sindacati sul piano industriale, ma anche in vista della costituzione della società consortile che prevede l’adesione, per l’appunto, dell’azienda che è anche impegnata nella trattativa col comune di Palermo per il piano di rientro dei crediti.

"Ancora non abbiamo avuto alcuna comunicazione ufficiale - commenta Cesare Lapiana, vicesindaco e assessore alle Partecipate - anche perché lunedì abbiamo una assemblea dei soci. Penso che ufficializzerà il tutto alla fine dell'assemblea, a questo punto".