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IL DOCUMENTARIO

Le 1367 ore fra le stragi
"Le risposte ai misteri? Nei tg del '92"


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La proiezione del documentario "La tela strappata". L'autore Giancarlo Licata: "La Rai ricostruì nei telegiornali dell'epoca tutto quel che stava succedendo".

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CORLEONE - Il ricordo affidato alla cronaca di quei giorni. Alle 1.367 ore fra le stragi di Capaci e via D’Amelio narrate dalla Rai e raccolte da Giancarlo Licata nel documentario “1367 - La tela strappata”, proiettato al Cidma durante la prima giornata del “Festival della legalità in tour” a Corleone, che fino a martedì ricorderà il ventennale dell’arresto di Totò Riina. Il documentario, prodotto da Novantacento con la collaborazione di Rai Teche e del Centro sperimentale di cinematografia diretto da Ivan Scinardo, è stato commentato dall’autore, dal sindaco di Corleone Leoluchina Savona e dal presidente del Cidma Marcello Barbaro.


La prima bomba, la reazione, poi i silenzi dello Stato e infine la seconda bomba. “Le risposte che cerchiamo in questi giorni – spiega Licata – erano state tutte raccontate dalla Rai in quelle ore. La televisione pubblica seguì passo dopo passo gli eventi, spiegando agli italiani quel che stava succedendo”. Già, la Rai. La tanto vituperata tv lottizzata di Stato: “Nonostante i direttori di Tg1, Tg2 e Tg3 avessero orientamenti diversi – prosegue Licata – il racconto di quelle ore è univoco, legato da un filo conduttore individuabile”.


C’è un’anomalia, nell’eccidio di via D’Amelio. “In quella strage – afferma Licata – fu usato un esplosivo diverso da quello utilizzato in tutti gli altri casi. È un segnale che va analizzato e interpretato”. “Il ricordo di quei giorni – prosegue Lea Savona – è fondamentale per costruire il futuro. Il senso delle iniziative del Festival è proprio questo”.