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CORRERà CON RIVOLUZIONE CIVILE

Sandro Ruotolo
si candida con Ingroia


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Il noto giornalista televisivo, attraverso una lettera inviata al sito di Rivoluzione Civile, accetta l'invito lanciato su twitter dall'ex procuratore di Palermo Antonio Ingroia. "Antonio, io ci sto" queste le prime parole di Ruotolo.

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ROMA - Sandro Ruotolo correrà alle prossime politiche con Antonio Ingroia. La notizia rimbalza sui media alla luce della lettera che il noto giornalista ha pubbblicato sul sito di Rivoluzione Civile, il movimento dell'ex procuratore di Palermo. Di seguito il testo colpleto della lettera con cui Ruotolo presenta la sua carica:

“Caro Antonio, accetto con entusiasmo la candidatura nella lista di Rivoluzione Civile che tu e Luigi De Magistris mi avete proposto”, scrive il giornalista che da anni collabora con Michele Santoro. ”Ci ho pensato e riflettuto dopo aver firmato l’appello io ci sto con il quale donne e uomini della società civile si sono impegnati a sostenere il progetto per costruire un alternativa di governo al berlusconismo e alle politiche liberiste del governo Monti. Non ho tessere di partito in tasca, l’unica che ho e’ quella dell Anpi, dell’associazione nazionale dei partigiani, perché penso al loro sacrificio ogni volta che sento pronunciare la parola Costituzione, la più bella del mondo come l’ha definita Roberto Benigni s i legge ancora – Caro Antonio, non ho dubbi quando affermi di voler difendere i valori dei nostri padri costituenti. C’e’ un articolo della carta costituzionale per il quale mi sono battuto in tutti questi anni e per il quale penso sia necessario battersi ancora: l’articolo 21, quello che garantisce la libertà di pensiero, la libertà di informare e di essere informati. C’ e’ bisogno di libertà’ nel nostro Paese ma in gran parte del territorio nazionale questa libertà viene preclusa dalla presenza delle mafie e delle illegalità, dalle cricche che hanno impoverito la nostra terra. Penso alle parole di Norberto Bobbio che, dopo aver visto Samarcanda, scrisse che se non si era liberi in un piccolo paese del Sud non si era liberi nel resto del Paese”