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Il caso

Lista Tabacci, ultimi ritocchi
C'è pure la moglie di Savona


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Il deputato regionale, uscito così come Cimino ed altri colleghi, dalle fila di Grande Sud, svolta a sinistra e spinge per la candidatura della consorte, Cristina Bertazzo. Ma la partita per la definizione delle liste di Centro democratico è ancora aperta. In corsa per un piazzamento, tra gli altri, anche Bufardeci, Lo Monte e Fazio

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PALERMO – C'è chi in passato è stato accusato di aver fatto piazzare in lista alle elezioni, amiche e compagne di serate allegre. Ma c'è anche chi, più legato ai sani valori della famiglia fondata sul matrimonio, si dà da fare per trovare un posto in lista alla legittima consorte. E' il caso di Riccardo Savona, deputato regionale di Grande Sud, in uscita dal partito di Gianfranco Miccichè, che in questi giorni sta giocando una delicata partita per trovare un buon posto in lista, nel Centro Democratico di Bruno Tabacci, sua moglie Cristina Bertazzo. Per lei, formalmente una new entry nell'agone elettorale, si è parlato addirittura di un inserimento direttamente ai vertici della lista relativa alla Sicilia occidentale. Un caso, questo, che, se dovesse verificarsi, sarebbe destinato a far discutere.

A dare conferma della possibile candidatura della Bertazzo è lo stesso Savona, che, di fatto, compie una svolta a sinistra dopo essere stato eletto deputato regionale nelle ultime quattro legislature con tre partiti diversi: Ccd, Udc e, in ultimo, Grande Sud (in mezzo un passaggio nel partito da lui fondato, l'Mps, abbandonato alla vigilia delle elezioni), sempre nell’orbita del centrodestra. “Al momento non c’è nulla di definitivo – dice il parlamentare regionale, ormai ex miccicheiano – Oggi avremo una riunione per definire la composizione delle liste, ma la disponibilità da parte nostra c’è. Da tempo mia moglie è impegnata nel sociale e sarebbe una scelta valida”. Cristina Bertazzo ha da sempre seguito la carriera politica del marito in maniera attiva, tanto da finire per essere coinvolta nel 2002 con l’accusa di voto di scambio in un’inchiesta della Procura di Palermo, dalla quale però uscì con un'assoluzione.

Di casi analoghi, in cui la politica diventa un “affare di famiglia”, del resto, è piena la storia del nostro Paese. Non ultimo si ricorda il caso Mastella, i cui strascichi polemici causarono persino la caduta di un governo nazionale. La cosa, tuttavia, sembra non destare particolare preoccupazione in casa Savona. “Non pensiamo alle polemiche – continua il deputato – ci siamo soltanto messi a disposizione per un’eventuale candidatura, ma la lista si sta allargando, sta crescendo, stanno entrando nuovi elementi validi, anche dalle province e sono al vaglio diversi curriculum. Se dovessero esserci nuove proposte ci faremo da parte. Non ce l’ha prescritto il medico”.

La trattativa è aperta, anche se nelle ultime ore le quotazioni della signora Savona sarebbero scese. In giornata la lista “tabacciana” dovrebbe prendere forma. Al nuovo progetto politico aderirano i deputati dissidenti di Grande Sud, guidati da Michele Cimino, che oggi dovrebbe chiudere l'intesa con Tabacci, a cui sottoporrà un manifesto per il Sud in dieci punti. In un posto di vertice della lista centrista, alleata col Pd, ci sarà probabilmente Bartolo Fazio, coordinatore regionale di Alleanza per l'Italia, in passato senatore del Pd. In lista ci sarà quasi certamente anche Titti Bufardeci, con Cimino storico ex colonnello di Miccichè. Tratta anche Carmelo Lo Monte, che arriva dall'Idv, e della partita potrebbe essere, secondo rumours, anche il movimento Territorio di Salvo Andò. Ma la quadra non è stata ancora trovata.