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LA REPLICA DI ORLANDO

Polemica sugli iPhone:
"Il Comune non sperpera"


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Arriva la smentita ufficiale da parte del Comune di Palermo circa il presunto acquisto da parte dell'amministrazione comunale di alcuni telefonini per un costo complessivo di quasi 10 mila euro. Il sindaco Orlando: "Si tratta di un malinteso fra la Tim e Consip. La nostra amministrazione sta studiando delle soluzioni che permetteranno di abbattere i costi proprio in tema di telefonia".

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PALERMO - L’amministrazione Orlando “non ha alcuna intenzione di sperperare denaro”, il caso degli iPhone 5 per gli assessori è “frutto di un malinteso che si è chiarito solo in queste ore”. Una nota di Palazzo delle Aquile, giunta a metà pomeriggio, prova a gettare acqua sul fuoco di polemiche divampato per tutta la giornata.

Casus belli una gara, che avrebbe dovuto essere indetta dal Comune, per la fornitura agli assessori della giunta Orlando di dieci iPhone 5, per due anni, al costo di 33 euro l’uno più iva al mese, per la cifra complessiva di oltre 9.500 euro impegnati in bilancio. Un acquisto che, nelle intenzioni dell’amministrazione, doveva servire a sostituire i Samsung Galaxy S attualmente in dotazione agli assessori e forniti con una convenzione con la Consip, l’agenzia ministeriale per gli acquisti che garantisce prezzi più bassi. Ma, dal momento che gli iPhone non rientravano nella convenzione, andavano acquistati a prezzo di listino.

Una notizia che ha alimentato le polemiche, definita “uno schiaffo ai siciliani” e “peggio di un pugno allo stomaco” dal capogruppo del Movimento Cinque Stelle all'Ars, Giancarlo Cancelleri, mentre il capogruppo di Amo Palermo a Sala delle Lapidi, Francesco Scarpinato, ha parlato di “assessori che dovrebbero pensare più ai palermitani e meno alle proprie dotazioni lavorative”.

Ma, come detto, nel pomeriggio è arrivata la nota del Comune, che ha comunque ammesso che si tratta di una notizia “tecnicamente” corretta. “E' vero che nei mesi scorsi da parte di alcuni componenti della giunta sono stati segnalati diversi problemi legati a malfunzionamenti degli apparati mobili di servizio – si legge nel comunicato - ed è vero che a dicembre la società Tim, titolare del contratto nazionale Consip, ha offerto la possibilità di acquistare dei telefoni a rate, secondo i costi di mercato. La coincidenza del fatto che la Tim sia la stessa società fornitrice di Consip, ha generato il malinteso che quei telefoni fossero offerti nell'ambito dello stesso contratto, mentre gli Uffici hanno invece interpretato la richiesta della Giunta come una richiesta di acquisto al di fuori del contratto Consip”.

“Noi non pensavamo minimamente che ci fosse un costo aggiuntivo, ma che si trattasse solo di cambiare il modello – dice un assessore – appena ci hanno spiegato che non era così, abbiamo bloccato tutto e restituito gli apparecchi mal funzionanti. Ma è una vicenda che risale a parecchio tempo fa, e comunque il problema di questi Samsung è reale: siamo stati costretti a comprare dei telefoni privati”. “Inoltre – aggiunge un altro assessore – anche la cifra è spropositata, c’è stato un errore di calcolo”.

Ma il dietrofront non è giunto agli uffici, che a dicembre sono andati avanti con le procedure previste. "E' ovvio – ha affermato il sindaco - che l'Amministrazione, pur volendo garantire agli Amministratori la possibilità di avere gli strumenti necessari a comunicare, non ha alcuna intenzione di sperperare denaro. Aggiungo anzi che, come nei prossimi giorni sarà evidente, l'amministrazione sta studiando, proprio nel settore della telefonia, delle soluzioni, che permetteranno quanto di abbattere i costi, tanto di garantire nuovi servizi ai cittadini".