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LA TRAGEDIA SULLA PALERMO-SCIACCA

Fiorella, i suoi studi e il suo sorriso
Il dolore nel paese di San Giuseppe Jato


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Strazio e lacrime nella cittadina in provincia di Palermo dove Fiorella Villanova, 29 anni, era nata e cresciuta. "Ci mancherà la sua luce negli occhi", dice chi la conosceva. Qualche anno fa, sullo stesso tratto di strada morì una giovane sposina. Anche lei era jatina.

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E' una piccola comunità quella di San Giuseppe Jato, il paese a pochi chilometri dalla città che oggi piange la morte di una giovane donna, Fiorella Villanova, rimasta uccisa nel primo pomeriggio in uno scontro tra la sua Ford Ka ed un'altra auto, all'ingresso della strada statale Palermo-Sciacca. Ventinove anni, laureata in architettura dopo una vita di studi che aveva svolto anche fuori dalla Sicilia, era conosciuta da molti dei suoi compaesani. Così come lo sono i suoi genitori, il papà geometra che ogni giorno si reca al Comune di Monreale, dove lavora, e la mamma, insegnante.

Fiorella era figlia unica. "L'amore dei suoi genitori era di sua esclusiva - racconta Claudia, un'amica - e quel sentimento puro con il quale era cresciuta le illuminava gli occhi. Non so come spiegarlo, ma aveva sempre una luce particolare sul volto, un sorriso unico". La cittadina si è chiusa in un silenzioso dolore oggi pomeriggio. Quando la notizia è arrivata in paese è stato come riaprire un ferita appena chiusa. "Soltanto qualche anno fa - ricorda un ragazzo che conosceva Fiorella - un'altra giovane jatina che si era sposata soltanto da qualche mese, è rimasta uccisa sulla Palermo-Sciacca. Io non so se è quel tratto ad essere particolarmente pericoloso o se si è trattato di imprudenza, ma si tratta comunque di perdite che pesano come un macigno. Fiorella faceva parte di una famiglia perbene, persone gentili, cordiali e disponibili con tutti. E' straziante".

Un orgoglio, una ragazza di cui tanta gente andava fiera: "Aveva studiato tanto, non si era mai abbattuta. Da qualche anno si era fidanzata con un bravissimo ragazzo - dice una vicina di casa, nel centro del paese - ma il destino ha riservato a entrambi una tragedia per cui le lacrime non bastano. Chi le voleva bene si trova a tu per tu, adesso, con un vuoto incolmabile. Spero che San Giuseppe Jato sia in grado di stare vicino a questa famiglia, c'è bisogno di immenso conforto".