Live Sicilia

L'ex assessore

Russo vede Napoli e va fuori
"La mia ricompensa è l'esilio"


Articolo letto 11.065 volte

Colloquio con l'ex assessore, che torna a indossare la toga. E attende il via libera del plenum del Csm che dovrebbe mandarlo in Campania come magistrato di sorveglianza. "C'era un discorso col Pd, ma è stato bloccato forse da veti locali. Non ho cercato posti in altre liste"

VOTA
3.6/5
118 voti

lucia borsellino, maria teresa di maggio, massimo russo, napoli, Politica
Massimo Russo
PALERMO- Massimo Russo è pronto a indossare di nuovo la toga. Ma all'ombra del Vesuvio. L'ex assessore alla Salute attende ormai solo l'assegnazione definitiva da parte del Csm. Che, racconta a Live Sicilia lo stesso Russo, in commissione ha già deliberato la sua nuova assegnazione, a Napoli, come magistrato di sorveglianza. Manca solo il via libera del plenum dell'organo di autogoverno dei magistrati. Poi, la lunga parentesi politica del padre della riforma della Sanità in Sicilia, si chiuderà definitivamente. “Esattamente come avevo detto. Era il 7 o l'8 giugno 2012. E dissi: tornerò a fare il magistrato”, dice oggi Russo, dalle sue “vacanze forzate” in attesa della formalizzazione del nuovo incarico.

Intanto, sui giornali il suo nome è stato associato a diverse liste, come possibile candidato alle Politiche. “Sì, ho letto di tutto: lista Crocetta, lista Tabacci... peccato che io non ne sapessi niente – commenta l'ex assessore con un sorriso amaro -. La verità è che c'è stato solo un discorso col Pd, che alla fine non è andato, forse per dei veti locali. Non lo so, e francamente oggi mi interessa poco”.

I tempi del “Team Sud”, il movimento nato attorno a Russo, che si pesò alle amministrative di Palermo senza sfondare, sono lontani. Oggi, per un magistrato che torna alla toga (e come prescrive la legge, deve farlo in una regione diversa da quella in cui ha ricoperto incarichi di governo), ecco altri colleghi che per il momento la lasciano e fanno il grande salto in politica. Che ne pensa Massimo Russo? “Non commento. Per ora preferisco non parlarne. Magari più avanti. Adesso me ne vado. Diciamo che vado in esilio, sì, la scriva così: è la punizione per i danni che ho fatto alla Sanità siciliana”, ci scherza su Russo. Che poi però sottolinea: “Forse adesso si capirà quanto valessero tutte quelle leggende sul potentissimo assessore alla Sanità che amministrava per creare consenso”. Al suo posto, all'assessorato di piazza Ottavio Ziino, si è insediato però un successore che gli è stato molto vicino nei suoi anni al governo, Lucia Borsellino. Russo la volle come dirigente, adesso tocca a lei: “Speriamo che sia messa in condizione di lavorare al meglio”, commenta il magistrato. In che senso? “Non mi faccia dire altro. Per ora”.