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IL CASO

Niente multe al Policlinico
L'Amat alza bandiera bianca


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C'è un quartiere, a Palermo, dove l'Amat non riesce a far pagare le zone blu e in cui gli ausiliari del traffico non vogliono andare per paura di minacce e ritorsioni. Parliamo della zona P1 che comprende parte di via Oreto, di corso Tukory e la zona del Policlinico. L'Amat non la vuole più e chiede al Comune, in cambio, viale Strasburgo.

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PALERMO - C’è un quartiere, a Palermo, dove far pagare le strisce blu è diventato quasi impossibile, dove gli ausiliari del traffico in forza all’Amat non vogliono più andare perché minacciati e presi di mira. E per questo l’azienda per il trasporto pubblico chiede al Comune di togliere i parcheggi a pagamento da lì spostandoli in zona viale Strasburgo.

Parliamo della così detta zona P1, ovvero quella che comprende la Stazione centrale, la parte più vecchia di via Oreto, il Policlinico e corso Tukory. Una zona in cui parcheggiare costa relativamente poco (50 centesimi l’ora contro l’euro del centro città) ma da cui l’Amat non riesce a ricavare soldi, anzi ci rimette, per “oggettive ragioni impeditive di ordine pubblico” che non consentono di “poter attuare un controllo efficace della sosta da parte degli ausiliari del traffico e della Polizia municipale”. Una denuncia contenuta nel piano industriale dell’Amat, pubblicato in anteprima da Livesicilia, in cui l’azienda di via Roccazzo chiede anche che, a parziale risarcimento delle zone più redditizie date negli anni passati all’Apcoa, le venga affidata, al posto della P1, la zona di viale Strasburgo vista la sua “vocazione commerciale” e “la densità di popolazione, di esercizi commerciali e di traffico”.

Insomma, meglio la zona di viale Strasburgo, dove ci sono più negozi e la gente paga, che il Policlinico situato in un’area “estremamente popolare – si legge nel piano - dove ragioni di ordine pubblico rendono assolutamente velleitaria la possibilità di procurare reddito”.

“E l’azienda non esagera quando scrive queste cose – conferma Nunzio Bombolino, ausiliare del traffico e sindacalista della Cgil – perfino la Polizia municipale non va in quella zona e non effettua controlli continui, è una terra di nessuno”. Sarebbero stati diversi gli ausiliari che, in questi anni, avrebbero ricevuto minacce nella zona P1. “Purtroppo parliamo di una zona frequentata per lo più da residenti – continua Bombolino – e dove, se qualcuno paga, paga appena 50 centesimi. E’ anti-economica, oltre che pericolosa. Ci siamo recati lì più volte anche con i nostri superiori, e non siamo riusciti a venirne a capo”.

Gli ausiliari avrebbero più volte fatto presente il problema all’azienda, che ha così ben pensato di inserire la proposta alternativa nel piano industriale presentato ai sindacati e al Comune. “Molti miei colleghi ormai hanno paura – prosegue Bombolino - quando c’è il fruttivendolo che da trent’anni piazza le cassette di frutta sulla strada, come glielo dici che deve levarle o che deve pagare? Ma una situazione analoga c’è al Borgo Vecchio”. Problemi che invece l’Apcoa, che ha avuto assegnate zone più centrali della città, non pare avere. Anche perché gli ausiliari dell’Amat sono appena 54 per tutta la città, e con turni da quattro ore al giorno. “Quella è una terra di nessuno – conclude Bombolino - per questo ci andiamo il meno possibile”.