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Pdl, linea dura sulle deroghe
E tutti ora aspettano Lombardo


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Nelle liste di Berlusconi dovrebbero rimanere fuori tutti i parlamentari in carica dal '94, tranne gli ex ministri Martino e Prestigiacomo. L'ex presidente della Regione tentato dalla candidatura, che in tanti a Catania considerano già cosa fatta. Nel Centro democratico si allontana la candidatura di Bufardeci

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PALERMO- Linea dura del Pdl sulle deroghe peri parlamentari che hanno superato il limite dei mandati. Al momento, a quanto apprende Live Sicilia, solo due dei siciliani in bilico avrebbero ricevuto la deroga, cioè gli ex ministri Antonio Martino e Stefania Prestigiacomo. Niente da fare, invece, per gli altri, che almeno al momento, dovrebbero restare fuori. Niente ricandidatura, quindi, per Enrico La Loggia, Tonino D'Alì, Mimmo Nania, Basilio Catanoso, Pino Firrarello, Giuseppe Palumbo. Silvio Berlusconi aveva lasciato intendere che sul punto ci sarebbe stato il massimo rigore: non c'è più posto in Parlamento per chi vi siede dal 1994, sulla linea del rinnovamento generazionale il Cavaliere non è disposto a cedere. Ma una decisione definitiva non c'è ancora stata e non si escludono sorprese dell'ultimo momento. Movimenti sono ancora in corso, con intensi conciliaboli romani, e non è escluso che qualcuno alla fine riesca a strappare la deroga. Intanto, si lavora all'ordine delle liste. Quella del Pdl in Sicilia occientale sarà guidata da Angelino Alfano e Dore Misuraca, seguiti da Saverio Romano, leader del Pid, che forse però potrebbe correre col numero due, essendo leader nazionale di un partito alleato, dietro ad Alfano. In Sicilia orientale, sono Giuseppe Castiglione e Stefania Prestigiacomo a contendersi i primissimi posti in lista. Domani sera si dovrebbe avere un quadro abbastanza chiaro della situazione.

La notizia che tutti attendono non è ancora arrivata, ma se ne parla con sempre maggiore insistenza. Ed è quella del ritorno di Raffaele Lombardo. Altro che ritiro in campagna: l'ex governatore è seriamente tentato dal ritorno in campo. E si fanno sempre più insistenti le voci di una sua candidatura, ospite di una lista del Pdl alla Camera, o più probabilmente capolista dell'Mpa al Senato. Oggi, ambienti politici catanesi davano la cosa per fatta, ma Lombardo tace.

Intanto, il centrosinistra apre le porte ai dissidenti di Grande Sud con tanto di benvenuto ufficiale. E Michele Cimino gongola, per "l'accoglimento dei temi a noi cari nell'agenda del centrosinistra, un fatto che mi entusiasma". Ciò nonostante, pare che Titti Bufardeci non si candiderà come capolista al Senato con il Centro democratico di Tabacci, a cui resterebbero le forze di Carmelo Lo Monte. E in casa Pd si aspetta la giornata di domani, quando da Roma arriverà il “verdetto” sulle candidature contestate di politici che hanno avuto o hanno questioni con la giustizia. Sempre domani, Fli, in cui l'aria resta pesante, dovrebbe partorire le sue liste.