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Ars, i 29 furbetti del tesserino
I grillini: "Ora fuori i nomi"


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Dei 56 deputati ufficialmente presenti a Sala d'Ercole, ieri ne risultavano in Aula solo 27. E scoppia il "caso". Il Movimento cinque stelle ha chiesto ufficialmente i nominativi: "Vogliono evitare la decurtazione di 225 euro dalla diaria". Il presidente Ardizzone: "Comportamento non regolare, ma non è uno scandalo. Presto norme più restrittive in caso di assenza".

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PALERMO - Alla fine, i soldi non li avrebbero persi comunque. Ma ci hanno provato. Ed è questo il “fatto”. Una trentina di deputati regionali, ieri, erano presenti a Sala d'Ercole solo con lo spirito. E con un tesserino. Tesserino lasciato lì, nella fessura della macchinetta per la rilevazione delle presenze. Come fosse un bancomat in grado di prelevare sempre la stessa cifra: 224,90 euro. Soldi che i deputati assenti, ieri avrebbero perso, se si fosse andato al voto della mozione sul Ponte. Un voto che non è giunto, alla fine di una seduta “animalesca”. Ma nessuno poteva saperlo.

Erano 56 i presenti, alla fine di quella seduta. In carne e in spirito, ovviamente. Perché alle sette della sera, il capogruppo del Movimento cinque stelle ne contava appena 27. Presidente compreso. Un presidente, Giovanni Ardizzone, che aveva annunciato la trasformazione di Palazzo dei Normanni in un “palazzo di vetro”. E forse, si è partiti dai deputati: alcuni di loro, in effetti, ieri erano trasparenti. “Non vorrei – spiega però oggi a Live Sicilia il presidente dell'Ars – che si monti un caso, uno scandalo. I deputati erano presenti a Palazzo dei Normanni, ma in quel momento non erano in Aula”.

In molti, raccontano alcuni tra gli stessi “inquilini” del Palazzo, dopo ore di discussione sul Ponte sullo Stretto, hanno pensato bene di lasciare Sala d'Ercole. E dedicarsi ad altre occupazioni. Dal semplice caffè al bar, al lavoro all'interno dei gruppi parlamentari, o a qualche incontro propedeutico alle prossime elezioni politiche. “Si tratta di un comportamento certamente non regolare – precisa però Ardizzone – che riguarda non tanto e non solo ai 29 che ieri non erano presenti, nonostante il tesserino. Io mi riferisco a tutta l'Aula. Non è concepibile che alla votazione per una mozione importante come quella si presenti solo un terzo dei deputati”.

Un terzo esatto. Che non ha digerito bene la cosa. “Siamo gli unici stupidi – commenta qualche deputato – che rimangono a lavorare tutto il tempo, mentre gli altri sono altrove”. E per questo, il gruppo all'Ars che ieri ha sollevato il problema è andato a caccia dei nomi. "Vogliono evitare - diceva ieri Cancelleri - la decurtazione di 224,90 euro in caso di assenza". E oggi i grillini hanno chiesto ufficialmente agli Uffici di Palazzo dei Normanni l'elenco dei presenti e dei “presunti presenti” alla seduta di ieri. Scontrandosi con le difficoltà oggettive dell'amministrazione del Parlamento più antico d'Europa. Questa mattina, infatti, il capogruppo del Movimento cinque stelle, Giancarlo Cancelleri ha depositato al protocollo dell'Ufficio di presidenza la richiesta formale di visione dell'elenco dei deputati presenti alla seduta di ieri. Se ne saprà di più, pare, la prossima settimana. Ma il caso ha già scatenato diverse reazioni, tra cui quella del presidente della Regione Rosario Crocetta: "Il fatto che ci siano stati dei deputati grillini che hanno posto la questione dei pianisti - ha detto intervenendo a una trasmissione televisiva di La7 - è il segno che in Sicilia qualcosa sta cambiando".

Ma anche in seno al Consiglio di Presidenza, presto, potrebbero sorgere qualche novità. Una, ad esempio, riguarda il sistema di rilevazione delle presenze. “Già in passato – spiega il deputato questore Paolo Ruggirello – mi ero interessato alla faccenda, verificando con gli uffici la possibilità che potesse venire introdotto il sistema di rilevazione presenze attraverso il riconoscimento delle impronte digitali. Credo che oggi si debba accelerare su questa strada. Questa innovazione – precisa il deputato – consentirà di escludere che un deputato assente al Palazzo possa risultare presente in Aula. Ma non potrà evitare di certo che un deputato si possa allontanare da Sala d'Ercole dopo aver fatto registrare la sua presenza”. E tra l'altro, spiega Ruggirello, “già buona parte dei deputati sono 'immuni' alla decurtazione: si tratta dei componenti l'Ufficio di presidenza, i presidenti di Commissione e i capigruppo. Per loro, anche in caso di assenza, la diaria rimane intatta. Si tratta di oltre trenta deputati”.

“Credo che a questo punto – annuncia il presidente Ardizzone – sia il caso di introdurre nuove regole. Porterò in Consiglio di presidenza la proposta di estendere la decurtazione alla diaria a tutte le sedute d'Aula. Insomma, il deputato che non si presenterà a Sala d'Ercole vedrà dimagrire il suo stipendio a prescindere dal fatto che si voti, o meno”.

Fino ad oggi, le norme impongono, come detto, una decurtazione alla diaria (che ammonta a 3.500 euro) mensili, di “224,90 euro per ogni giorno in cui il Deputato non partecipi alle attività parlamentari nelle sedute d’Aula in cui si svolgono votazioni su testi legislativi o su atti di indirizzo politico iscritti all’ordine del giorno”. Tra gli atti di indirizzo politico figura appunto la mozione. Ma ieri, due terzi dei parlamentari non hanno ritrovato in tempo la strada che porta tra gli scranni di Sala d'Ercole. Avranno, evidentemente, sbagliato indirizzo.