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Fausto Brigantino
Il corredo


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Zelle arte contemporanea, Via Fastuca n°2, 90134 Palermo. Fino al 9 febbraio, dal martedì al sabato dalle h 17 alle h 20.

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fausto brigantino, il corredo
PALERMO - L’esigenza di indagarsi e di comprendere la propria identità conduce il giovane artista palermitano Fausto Brigantino (classe 1985) a presentare/raccontare i suoi nonni attraverso ritratti e oggetti appartenenti ad un universo intimo e personale. La mostra dal titolo “Il Corredo”, curata da Salvatore Davì e inaugurata lo scorso 11 gennaio da Zelle Arte contemporanea, si muove così sul filo discreto dei ricordi, o meglio, tra la soggettività della rielaborazione mnemonica e la documentazione pseudo-oggettiva della realtà esterna. L’esposizione raccoglie una selezione di sette fotografie in bianco e nero, dal progetto Expectancy-expectance-expectation, che ritraggono i nonni dell’artista all’interno della loro abitazione – al contempo confortante e costrittiva – circondati da un ‘corredo’ di oggetti (il letto, i medicinali ecc.) che raccontano senza edulcorarlo il loro quotidiano, discreto e sfacciatamente autentico. A questi si uniscono tre installazioni sonore in cui la voce iterata della nonna riecheggia il cantilenante racconto di un vissuto, divenendo inevitabilmente il denominatore comune dell’intera percezione della mostra. Nello scarto tra soggetto narrante e oggetto narrato, l’artista cerca così di attuare uno scardinamento delle regole proprie del reportage destrutturando dall’interno, ovvero, raccontandosi attraverso il suo punto di vista piuttosto che fornendo una semplice registrazione meccanica di ciò che lo riguarda. La narrazione è, quindi, pretesto per narrarsi, per riconoscersi nella relazione con gli altri, nel esserci pur non palesandosi.

L’esigenza di indagarsi e di comprendere la propria identità conduce il giovane artista palermitano Fausto Brigantino (classe 1985) a presentare/raccontare i suoi nonni attraverso ritratti e oggetti appartenenti ad un universo intimo e personale. La mostra dal titolo “Il Corredo”, curata da Salvatore Davì e inaugurata lo scorso 11 gennaio da Zelle Arte contemporanea, si muove così sul filo discreto dei ricordi, o meglio, tra la soggettività della rielaborazione mnemonica e la documentazione pseudo-oggettiva della realtà esterna. L’esposizione raccoglie una selezione di sette fotografie in bianco e nero, dal progetto Expectancy-expectance-expectation, che ritraggono i nonni dell’artista all’interno della loro abitazione – al contempo confortante e costrittiva – circondati da un ‘corredo’ di oggetti (il letto, i medicinali ecc.) che raccontano senza edulcorarlo il loro quotidiano, discreto e sfacciatamente autentico. A questi si uniscono tre installazioni sonore in cui la voce iterata della nonna riecheggia il cantilenante racconto di un vissuto, divenendo inevitabilmente il denominatore comune dell’intera percezione della mostra. Nello scarto tra soggetto narrante e oggetto narrato, l’artista cerca così di attuare uno scardinamento delle regole proprie del reportage destrutturando dall’interno, ovvero, raccontandosi attraverso il suo punto di vista piuttosto che fornendo una semplice registrazione meccanica di ciò che lo riguarda. La narrazione è, quindi, pretesto per narrarsi, per riconoscersi nella relazione con gli altri, nel esserci pur non palesandosi.