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Agrigento, polemica su Contrada
nell'aula dedicata a Crescente


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Venerdì prossimo l'ex funzionario del Sisde presenterà il suo libro “La mia prigione. Storia vera di un poliziotto a Palermo” in un’aula del Polo universitario dedicata al magistrato antimafia. E scoppia la polemica.

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AGRIGENTO - Venerdì 25 gennaio Bruno Contrada presenterà il suo libro ad Agrigento in un’aula del Polo universitario. Ma quell’aula è dedicata a un magistrato antimafia. E così la presenza dell’ex poliziotto condannato a dieci anni di carcere per concorso esterno in associazione mafiosa, innesca reazioni e polemiche che dilagano in rete.

L’ex dirigente del Sisde che ha scontato la sua pena, ha scritto per Marsilio il libro “La mia prigione. Storia vera di un poliziotto a Palermo”, assieme alla giornalista di Sky Tg24 Letizia Leviti. Come scrive il portale Malgrado Tutto, l’incontro è fissato in un’aula del Polo universitario di Agrigento dedicata a Luca Crescente. E qui cominciano i problemi. Perché Luca Crescente per anni è stato sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Palermo, competente per le indagini sulla mafia agrigentina. Entrato giovanissimo in magistratura, legato ala lezione di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, Crescente è morto improvvisamente otto anni fa, mentre era in vacanza con la sua famiglia. Una scomparsa improvvisa, probabilmente legata anche allo stress e alla fatica per un lavoro che lo impegnava allo sfinimento. La sua storia è stata raccontata anche nel libro di Roberto Alajmo, “Tempo niente”, pubblicato lo scorso anno da Laterza.

Nel tam tam dei blog e di Facebook adesso rimbalza la domanda: è opportuno ospitare un ex poliziotto, condannato per avere aiutato Cosa Nostra, nell’aula dedicata a un magistrato antimafia, morto nel momento più impegnato della sua vita? E proprio ad Agrigento, dove Crescente ha svolto la maggior parte della sua attività?

Le stesse domande, di opportunità e buon gusto, che Mario Pardo, operatore culturale agrigentino, ha posto con una lettera al Polo universitario: “Vorrei sensibilizzare il Polo Universitario, nelle persone che ne hanno competenza – scrive Pardo - a rivedere la decisione che ha portato alla concessione, magari rendendone note le motivazioni, e contemporaneamente sensibilizzare lo stesso dottor Contrada a trovare un luogo alternativo, magari privato come sarebbe più opportuno, dove potere procedere alla presentazione del suo libro”.

Secondo Pardo, “non credo serva fornire ulteriori motivazioni atte ad avvalorare la mia tesi sulla inopportunità di procedere alla presentazione del libro presso il Polo Universitario e sono sicuro che se queste mie perplessità verranno riportate all'autore, lo stesso si renderà conto della bontà delle mie modestissime osservazioni”.

Adesso si attende la risposta del Polo universitario, ma da qui al 25 gennaio la questione sembra destinata a diventare ancor più incandescente.