Live Sicilia

LA TRAGEDIA SULLA STATALE

Palermo-Sciacca strada "maledetta"
L'Anas: "Rispetta gli standard"


Articolo letto 6.368 volte

Dopo l'enensimo incidente mortale sullo scorrimento veloce, il dito viene ancora una volta puntato contro la carenza di sicurezza lungo la 624, dove è morta la 29enne Fiorella Villanova. Solo qualche giorno fa a perdere la vita era stato un giovane camionista di Porticello, Antonino Alioto. L'Anas: "Stiamo rinforzando i guardrail, ma la velocità è la principale causa dei sinistri più gravi".

VOTA
1.1/5
15 voti

antonino alioto, fiorella villanova, incidente stradale, san cipirello, San Giuseppe Jato, strada statale 624, viadotto Oreto, Cronaca, Palermo
PALERMO - Ottantatre chilometri di croci e dolore. La strada statale Palermo-Sciacca continua ad essere nell'occhio del ciclone dopo l'ennesimo incidente mortale a cui ha fatto da sfondo. Un'altra auto è finita su quel guardrail e quell'asfalto si è ancora una volta sporcato di sangue. Lo scontro fatale tra due macchine che mercoledì ha ucciso sul colpo Fiorella Villanova, la 29enne di San Giuseppe Jato, ha reso ancora più ampio e forte un coro di proteste che negli ultimi anni, in realtà, non si è mai placato. Ma secondo l'Anas, tutti gli standard di sicurezza sono rispettati. Tutt'ora, i cantieri che si trovano in più punti delle due carreggiate, mirerebbero al rinforzamento delle barriere stradali.

A puntare il dito contro lo scorrimento veloce che conduce nel territorio di Sciacca e permette di raggiungere numerosi paesi della provincia senza attraversare alcun centro abitato, sono soprattutto coloro che, volenti o dolenti, sono costretti a percorrerla ogni giorno. Dal lavoratore allo studente. C'è chi ha già perso qualcuno lungo quella arteria stradale, c'è chi conosce da anni lo strazio che ha travolto i genitori di Fiorella, il cui funerale si è svolto ieri pomeriggio nella chiesa madre di San Giuseppe Jato. Centinaia le persone presenti e provenienti da numerosi paesi circostanti: da San Cipirello fino a Monreale, dove il padre, Giuseppe, lavora. In molti non si spiegano la tragedia.

Fiorella - come racconta chi la conosceva - era una ragazza prudente, quel giorno si stava recando a Palermo per motivi di lavoro. Ma quel “viadotto Oreto”è considerato da tutti un tratto “maledetto”, così come altri punti più alti della strada, come precisa il consigliere del Comune di San Cipirello, Vincenzo Geluso: “Nelle zone più elevate dello scorrimento veloce in inverno si forma il ghiaccio, sarebbe quindi necessario un asfalto più ruvido. L'anno scorso – continua Geluso – come Unione dei Comuni, insieme a San Giuseppe Jato, Camporeale e Monrelae, abbiamo chiesto dei sopralluoghi specifici dei tecnici dell'Anas. Qualcosa è stato fatto, ma probabilmente non abbastanza. Nel nostro territorio, anche la Partinico-San Cipirello rappresenta una strada critica, sono necessari una serie di interventi il più presto possibile. Ad avere la peggio sono i pendolari – continua – che non hanno alternative autostradali, come non l'aveva Fiorella, una ragazza d'oro, un angelo. Io sono un garnde amico del fidanzato, Stefano. Avrebbero dovuto sposarsi. per questo, mis ento ancora più motivato nel chiedere un provvedimento risolutivo: non possiamo assistere ad altre morti".

Negli ultimi anni sono decine gli incidenti avvenuti sulla statale 624 e, soltanto dall'inizio dell'anno, due i giovani che hanno perso la vita: lo stesso destino di Fiorella è infatti toccato, i primi di gennaio, ad Antonino Alioto, camionista 19enne originario di Porticello che stava trasportando del pesce. E' finito in una scarpata dopo aver perso il controllo del mezzo pesante: per lui non c'è stato nulla da fare. Ma sulla statale un altro tragico incidente ha spezzato le vite di due giovani coniugi riberesi che nello scontro con un'altra auto sono rimasti uccisi. La donna era incinta di cinque mesi. Come dall'Anas precisano, sono interventi di manutenzione straordinaria quelli che al momento sono in corso sulla 624: nei punti particolarmente critici saranno sostituite le barriere stradali, più forti e robuste, specie sui viadotti e nei pressi degli svincoli di accesso. L'asfalto è continuamente monitorato - aggiungono - e sottoposto ad analisi periodiche, per questo possiamo dire che gli standard di sicurezza sono rispettati, ma, ovviamente, l'automobilista deve collaborare non eccedendo in velocità e mantenendo alta la soglia d'attenzione alla guida".