Live Sicilia

la meglio gioventù

La rivoluzione passa
per la cruna di un ago


Articolo letto 3.494 volte

Alice Salmeri e la sua sartoria a Palermo. Un esempio di unione tra legalità e creatività.

 

VOTA
4.7/5
20 voti

palermo, salmeri, sartoria, Le firme
Ci sono moltissime ragioni per cui è difficile fare impresa a Palermo e in Sicilia. Ad esempio la presenza della criminalità organizzata, che soffoca e mortifica con il “pizzo” le aziende che tentano di offrire occupazione e crearsi uno spazio. Ma Alice Salmeri, nel suo piccolo, c'è riuscita e la sua rivoluzione è legata a un filo… e a un ago!

A volte si pensa che per essere rivoluzionari e creativi sia necessario scoprire qualcosa di nuovo. Più semplicemente è sufficiente rielaborare un antico mestiere, la sartoria, e dargli una veste diversa. Coniugando alla bellezza di un lavoro creativo anche il valore della legalità e dell'ecologia. E' forse questo che ha permesso ad Alice Salmeri di emergere, per aver saputo rinnovare e rilanciare un settore maturo e competitivo come quello della moda.

Palermitana, classe 1979, Alice studia al Polimoda di Firenze e, dopo aver vissuto un anno a Copenaghen in cerca di un lavoro, ritorna a Palermo con l'intenzione di creare un'impresa nella sua città. Nasce così “Mitzica” nel 2004. Animo siciliano e utenza internazionale. Alice è tra le prime a Palermo a dare inizio a una moda critica e “green”, restituendo nuova vita ai materiali di scarto e agli scampoli di tessuti. Rimanenze e metraggi avanzati diventano la materia prima per una linea di abiti “streetwear” e accessori dal taglio originale, ma senza eccessi. Dalle produzioni integralmente “reycled” la linea si è poi allargata a capi realizzati innestando elementi di recupero su tessuti - rigorosamente naturali - acquistati ex novo. Un esempio? Vecchie cravatte utilizzate per decorare e foderare nuovi gilet o nuovi cappotti.

“Mitzica” nasce sotto il segno dell'innovazione e della ricerca, ma è anche e soprattutto impegno sociale. “Ero tornata – dichiara Alice - per aprire un'impresa, e chiunque decida di fare impresa in Sicilia, il problema del cosiddetto pizzo in qualche modo se lo pone. E io? Come avrei reagito a una estorsione? Mi sono iscritta ad Addiopizzo per sostenere in primo luogo il pensiero e la lotta alla mafia, e in secondo luogo per rinforzare la rete di sostegno reciproco con quei commercianti che credevano che un altro modo fosse possibile, anche se sicuramente non facile”.

Nel 2007 nasce il primo “Mitzica Labstore” di via delle Vetriera, un laboratorio in cui design, vintage e sartorialità si fondono in maniera del tutto spontanea. La rigidità sartoriale viene al contempo accentuata e addolcita dalla contemporaneità e dall’ironia, filo conduttore delle collezioni. Dal 2011 il “Mitzica Labstore” diventa “Sartoria Maqueda”, nel cuore del centro storico di Palermo, con l’idea di ricercare l’innovazione nella tradizione, unendo la praticità del prèt-à-porter al fascino delle vecchie sartorie di una volta. I capi sono ecosostenibili, prodotti da manodopera locale, a chilometro zero, ma soprattutto sono il frutto di uno sguardo che resta sempre capace di andare al di là delle cose. E a fine 2102 arriva l'importante riconoscimento da parte di Confcommercio, che le conferisce il Premio Giovani Imprenditori per aver avuto la capacità di far emergere e valorizzare le eccellenze del sistema dell'imprenditoria giovanile del terziario.

“Credo che la rassegnazione e la capacità di sopportazione dei soprusi sia una caratteristica tipica dei siciliani. La paura ci paralizza facendoci credere di non poter cambiare le cose. Ho deciso di espormi e di agire senza pensare troppo alle difficoltà, ma solo alla meta”. Una meta che col tempo è cambiata: all'ambizione personale dell'imprenditrice si è aggiunto il desiderio di creare valore e sviluppo a Palermo, dove la fuga di tanti giovani inaridisce e sclerotizza la crescita della collettività. “Adesso mi sforzo di lottare con gioia e gratitudine, e ho determinato che la mia missione fosse qui in Sicilia perché è qui che mi sento più utile”. Oggi Alice insegna l'antica arte della sartoria alle giovani donne perché possano creare valore nella propria terra. E perché la rivoluzione umana e pacifica iniziata da Alice possa continuare.