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ELEZIONI POLITICHE

Nuti e Aricò ci riprovano
Tanti i big palermitani


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Uno, pochi mesi fa, fu il candidato al Consiglio comunale a ottenere il maggior numero di voti, ma non gli bastarono per l'elezione. L'altro fu scelto in extremis come aspirante sindaco per il Terzo polo. Qualche mese dopo, porte sbarrata anche a Sala d'Ercole. La deputata, invece, è settima nella lista del Senato: verrà eletta solo se il Pd otterrà il premio di maggioranza.


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PALERMO - Alle ultime elezioni ha ottenuto il maggior numero di voti. Ma non l'elezione al Consiglio comunale. E a dire il vero, Riccardo Nuti, col Movimento cinque stelle, ha corso anche alla poltrona di sindaco, travolto anche lui dal ciclone Orlando. Adesso Nuti ci riprova. E può già considerarsi (fatti tutti gli scongiuri del caso), un deputato del Parlamento nazionale, visto che è stato scelto per guidare la lista alla Camera per la Sicilia occidentale. Al Movimento cinque stelle servirà il 4% su scala nazionale. Ma i sondaggi danno ovviamente percentuali di gran lunga maggiori. Nuti alle ultime Comunali ha ottenuto la bellezza di 3162 voti. Non bastarono, visto che il Movimento non superò lo sbarramento. E così, lui che fu il candidato più votato, finì per restare fuori da Sala delle Lapidi. Classico esempio di porta che si chiude, perché si apra un portone: quello di Montecitorio, al quale Nuti accederà grazie al successo ottenuto anche alle “parlamentarie” del M5S.

Ma la pattuglia di palermitani in corsa verso il parlamento nazionale è nutrita e qualificata. A quella competizione elettorale per il Comune di Palermo partecipò, infatti, con un ruolo da protagonista, anche Alessandro Aricò. Fu lui il candidato “terzopolista” (Mpa, Fli, Mps) dopo lo strappo con Massimo Costa. Per lui, niente da fare. Una “sconfitta” certamente preventivabile, quella. Un po' più dolorosa, invece, la mancata elezione alle ultime Regionali, tra le liste di Fli. In questo caso, nonostante il buon risultato (quasi 6000 voti ottenuti), Aricò ha dovuto rinunciare alla conferma tra gli scranni di Sala d'Ercole a causa del mancato raggiungimento del quorum da parte del suo partito. Adesso ci riprova: è il terzo nella lista di Fli alla Camera, dietro Gianfranco Fini (che verosimilmente opterà per altri collegi) e Fabio Granata.

I palermitani della lista Pdl sono “incastonati” tra esponenti del partito provenienti dall'Agrigentino. Quasi un'alternanza perfetta. Così, se Angelino Alfano guida la lista della Camera, seguito in posizioni quasi certamente utili per l'elezione da Giuseppe Marinello e Nino Bosco, ecco i “big” Saverio Romano, leader del Cantiere popolare, originario di Belmonte Mezzagno, e “guest star” della lista azzurra, e Dore Misuraca, che del partito è uno dei tre co-coordinatori. Dietro Misuraca, poi, ecco una deputata che quasi certamente otterrà una riconferma a Montecitorio: Gabriella Giammanco corre in quinta posizione. Per lei l'elezione è quasi certa. Meno scontata, ma comunque possibile, invece, quella del capogruppo al Consiglio comunale Giulio Tantillo. Al Senato, il presidente uscente Renato Schifani è dietro solo al leader Silvio Berlusconi. Dietro di lui, la parlamentare uscente Simona Vicari. Entrambi saranno certamente rieletti.

Nel Pd, invece, Magda Culotta, sindaco di Pollina e capace di ottenere un enorme consenso alle primarie del partito, è la “capolista ombra”, visto che davanti a lei nella lista della Camera per la Sicilia occidentale c'è solo Pierluigi Bersani, candidato premier con, al momento, ottime probabilità di diventarlo davvero. E palermitano d'origine è anche uno dei “catapultati” da Roma: Luigi Taranto, che corre in quarta posizione nella stessa lista, è il Segretario generale della Confcommercio. Al Senato, invece, bisogna scendere fino alla settima posizione per rintracciare un candidato originario del capoluogo: si tratta della parlamentare uscente Alessandra Siragusa. Ma il suo settimo posto in lista per il Senato, considerate le buone probabilità che in Sicilia per Palazzo Madama possa spuntarla il centrodestra, certamente non la mette affatto al sicuro.

Quattro palermitani nelle prime cinque posizioni, si trovano invece nella lista per la Camera di “Scelta civica”, il movimento del Presidente del consiglio Mario Monti. Gea Schirò Planeta, editrice e moglie di Alessio Planeta, titolare dell'omonima azienda produttrice di vini, guida una pattuglia nella quale il secondo posto è occupato dall'ex assessore di Leoluca Orlando Ettore Artioli, da Massimo Plescia e da Lorenzo Alessi, discendente di Giuseppe, primo presidente della Regione siciliana (quest'ultimo, però era originario di San Cataldo). Pippo Fallica e Tony Rizzotto guidano la lista Grande Sud-Mpa alla Camera.

E addirittura tre palermitani nelle prime tre posizioni della lista per la Camera sono presenti in “Rivoluzione civile”, guidata da Antonio Ingroia (che è però ineleggibile in Sicilia). A seguire Franco La Torre, figlio di Pio La Torre, politico ucciso dalla mafia, e il senatore uscente Fabio Giambrone. E a proposito di Senato, ecco il termitano Beppe Lumia a guidare la lista del Megafono di Rosario Crocetta, e il capogruppo del Cantiere popolare all'Ars Toto Cordaro al primo posto di quella dei centristi. Una sua elezione potrebbe riaprire le porte dell'Ars all'altra palermitana Marianna Caronia. Alla Camera, invece, Sel ha piazzato il proprio coordinatore Regionale Erasmo Palazzotto al secondo posto, dietro Laura Boldrini, mentre La Destra di Storace ha scelto come secondo, dietro il leader nazionale, il segretario provinciale Filippo Cangemi.