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BAZZI: "TROVEREMO AREE PER LE COOPERATIVE"

Nuove case a Palermo
in centro e aree ex industriali


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La giunta invia al consiglio comunale una delibera per permettere alle cooperative la costruzione di nuove abitazioni nel centro storico e nelle ex aree industriali. E stop al regolamento che non consente al Comune di intervenire sugli immobili fatiscenti.

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PALERMO - Nuovi alloggi a Palermo, non solo nel centro e nel netto storico ma anche nelle aree industriali abbandonate. La giunta Orlando ha infatti inviato al consiglio comunale la delibera per la revisione del Piano urbano di edilizia sociale, che prevede la possibilità di individuare aree, sia nel centro città che nei siti produttivi dismessi da almeno tre anni, che siano a disposizione delle cooperative per la costruzione di nuovi alloggi.

“Il nostro obiettivo – dice l’assessore all’Urbanistica Agata Bazzi – è di lavorare alla trasformazione della città esistente ma non più funzionante, come quelle zone degradate della città e del centro storico che diventano luoghi per una nuova edilizia residenziale. Parliamo di cooperative finanziate dalla Regione e dallo Stato, non di edilizia popolare”.

Un provvedimento annunciato più volte dall’amministrazione ma che adesso muove i primi passi in una città che da anni deve fare i conti con la necessità di nuovi alloggi, la cui penuria costringe ogni anno in tantissimi a prendere casa nei comuni della Provincia.

“Le aree non sono ancora state individuate – aggiunge l’assessore alla Mobilità, Tullio Giuffrè – ma il problema è che nell’attuale Peep, il Piano di edilizia economica e popolare, che è molto datato, sono esaurite le aree destinate all’edilizia convenzionata. Se il consiglio comunale approverà la delibera, doteremo gli uffici dei criteri necessari all’individuazione di nuove aree per eventuali cooperative ancora esistenti”.

E la costruzione di nuove abitazioni in città, oltre a rispondere alle esigenze delle famiglie, potrebbe rimettere in moto anche l’economica locale. “L’edilizia è il primo motre della ripresa – dice Giuseppe Di Giovanna di Ance Palermo - e finalmente riceviamo delle risposte da parte di un’amministrazione. Va recuperato il centro storico e va data al tempo stesso la possibilità di costruire nuove abitazioni, il che significherebbe riqualificare le aree degradate e poterle riportare alla luce”. Basti pensare che da più di dieci anni le cooperative chiedono nuovi spazi per costruire circa tremila alloggi.

Nessuna nuova colata di cemento, quindi, ma riqualificazione dell’esistente e lotta al degrado. Anche per questo la delibera contiene un altro importante passaggio: revoca, cioè, il punto 2 di un provvedimento del 2009 del consiglio comunale che permetteva ai proprietari di immobili fatiscenti e pericolanti, sia in centro che nelle borgate, di opporsi all’intervento del Comune.