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Il Dpef ai raggi X
Resta l'incognita crescita


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Verrà votato la prossima settimana a Sala d'Ercole il documento di programmazione economico-finanziaria. Bianchi: “Abbiamo preferito i conti ai racconti”. Dal 2013 prevista una crescita del 0,1 per cento del Pil. Già positivo il parere della commissione Bilancio. Ecco le principali linee guida

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PALERMO - Approdato a Sala d'Ercole il documento di programmazione economico-finanziaria 2013-2017. Cercando di non venir travolti dal balletto delle cifre emerge un quadro a tinte grigie del contesto economico, che peròsi spera prossimo a un cambio di passo. Il documento del governo cita i maggiori istituti di ricerca economica (Svimez e Prometeia), che valutano un risultato negativo per il Pil nel 2012, pari al -2,7 per cento, prevedendo la prosecuzione della recessione anche nel 2013 (-0,3 per cento secondo lo Svimez). Vivono situazione diverse, pur con alcuni punti in comune, agricoltura, industria e terziario. Proprio il settore primario vede però uno spiraglio dopo sette anni consecutivi con segno negativo, segnando il +1,8 per cento secondo le stime effettuate da Prometeia. Non va meglio per l'industria, trascinata dalla crisi nera del settore edile, il cui calo della produzione dovrebbe attestarsi intorno al 6 per cento. Dato positivo è però quello dell'export, con il traino dei prodotti petroliferi. Nel terziario il calo è pari a 1,8 punti percentuali, complice la pur lieve diminuzione dei flussi turistici.

 La programmazione economica varata dall'assessore Luca Bianchi fa perno in modo decisivo sulle politiche di coesione economica sociale. In particolare sull'ex fondo Fas, che oggi si chiama Fondo per lo sviluppo e la coesione. Si tratta di un “Piano di salvaguardia degli interventi significativi”, che oggi sono a rischio di completamento, per cui sono stanziati 635 milioni. Il secondo filone è quello del “Piano azione coesione per altre azioni a gestione regionale”: si tratta di 617 milioni rivolti a interventi sull'edilizia scolastica, su energia e infrastrutture strategiche come la Santo Stefano di Camastra-Gela. Il terzo filone è invece il “Piano di azione coesione per strumenti diretti per impresa e lavoro”: 428 milioni di agevolazioni fiscali per piccole aziende situate nelle zone franche urbane, credito d'imposta per nuovi investimenti e strumenti di incentivazione per il rinnovamento dei macchinari e delle attrezzature per le imprese.

In base al patto di stabilità, si riducono invece i margini di spesa della Regione sia in termini di pagamenti sia di impegni, alla luce di un ulteriore contributo di 500 milioni per gli anni 2013-2015 per le autonomie speciali previsto dalla legge di stabilità 2013. Per quest'anno, il Dpef, indica 5,74 miliardi di impegni e 4,62 miliardi di pagamenti, rispetto ai 6,35 miliardi e 5,23 miliardi del 2012. Cifre ancora più ridotte per il 2014: 5,59 miliardi di impegni e 4,47 miliardi di pagamenti. La spesa tornerà a crescere nel 2015, ai medesimi livelli previsti per quest'anno. Per quanto riguarda la spesa dei fondi del Po-Fesr, il governo prevede di spendere 7,1 miliardi da qui al 2015, di cui un terzo già quest'anno.

Dalle cifre quel che emerge intanto è che nel 2013 non ci sarà nessuna crescita: si va dal quadro tendenziale che vede una diminuzione del Pil pari al -0,5 per cento, ad un Pil programmatico (ovvero che tiene conto dei provvedimenti del governo) del +0,1 per cento. Dal 2014 invece è prevista una crescita più alta, superiore all’1 per cento. “Un elemento importante è quello della trasparenza delle cifre – afferma l'assessore Luca Bianchi –. Bisogna capire ora come utilizzare i sette miliardi per risorse e investimenti, che possono produrre un effetto sul Pil e sull’occupazione. E' il massimo che si può fare in modo responsabile in questo momento”.

Il Dpef è passato dalla commissione Bilancio, che ha dato parere positivo pur presentando alcune criticità. Il presidente Nino Dina nella relazione sottolinea come “il Dpef presenti elementi di novità rispetto al passato importanti da sottolineare”, aggiunge però che “sarebbe utile conoscere i progetti del governo in relazione ai settori della sanità, della formazione professionale e delle società partecipate, che necessitano di una profonda rivisitazione delle attuali politiche”.

C’è poi il nodo della posizione assunta dalla commissione Cultura, formazione e lavoro, che ha dato parere negativo per quanto di sua competenza. “Forse qui l’errore è stato di eccessiva sintesi nella presentazione del documento. – dice Bianchi – Anche perché ci sono molti interventi importanti, a favore della microimpresa, delle zone franche e dell’imprenditoria giovanile. Abbiamo preferito i conti ai racconti, che magari sono più convincenti ma possono non corrispondere alla realtà. Ci sono molte cose dentro le tabelle: numeri, stanziamenti e interventi”. La discussione e la votazione del documento sono previste per martedì prossimo a Sala d'Ercole.