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PALERMO

"Esercizio abusivo della professione"
Giovane avvocato sotto inchiesta


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Secondo l'accusa, si sarebbe spacciato per avvocato prima ancora di iscriversi all'ordine forense. Avviso di un conclusione delle indagini per un legale di 31 anni. Che replica: "Nessuna irregolarità. Sono sereno".

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PALERMO - Ha ricevuto l'avviso di conclusione delle indagini. È finito sotto inchiesta per esercizio abusivo della professione e sostituzione di persona. Inizia in salita la carriera dell'avvocato Adriano Lapone, 31 anni.

Secondo l'accusa, si sarebbe spacciato per avvocato prima ancora di iscriversi all'ordine forense, procacciando clienti, incassando parcelle e sottoscrivendo mandati difensivi sotto falso nome. L'ipotesi sostenuta dal pubblico ministero Geri Ferrara e' che si sia “illegittimamente sostituito” al legale dove stava svolgendo la pratica. Una pratica preceduta da un riconoscimento ai meriti di Lapone che fu il più gravo fra gli avvocati alla sessione di esami del 2009.

L'avvocato replica alle accuse con la serenità di chi è sicuro della correttezza del proprio operato. “L'attività oggetto dell'inchiesta - spiega - risale al 2008 quando facevo delle consulenze in un patronato nel quartiere Borgo Nuovo. Non svolgevo alcuna attività processuale e ho sempre dichiaro ai clienti il mio stato di dottore in Giurisprudenza”.

Non ci sta a passare per un abusivo: “In quell'ambiente sociale era facile essere etichettato come l'avvocato  - aggiunge - ma ho sempre specificato di non esserlo”. E la conferma della sua correttezza arriverebbe, a suo dire, nel fatto che "nessuna delle parti offese - otto clienti che a lui si erano rivolti per questioni pensionistiche- han mai sporto querela contro di me. Non hanno subito alcun danno. Né loro né la collega di studio”. Non lo dice chiaramente, Lapone preferisce non entrare nel merito, ma si intuisce il suo rammarico per una questione personale sfociate nel penale.