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DOPPIA INCHIESTA

Lombardo e le spese "riservate"
Si muove anche la Procura


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Il capitolo di spesa "fondi riservati" dell'ex governatore è finito sotto la lente di ingrandimento prima della Procura regionale della Corte dei conti e ora dei magistrati che si occupano dei reati contro la Pubblica amministrazione.

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PALERMO - Si muove anche la Procura della Repubblica. E così le spese riservate dell'ex presidente della Regione, Raffaele Lombardo, sono finite sotto la lente di ingrandimento non solo della magistratura contabile, ma anche dei pubblici ministeri che al Palazzo di giustizia si occupano dei reati contro la Pubblica amministrazione.

Per primi si sono mossi gli ispettori inviati dalla Procura regionale della Corte dei conti. Si sono presentati all'Ufficio di gabinetto e sono andati via con tre faldoni di carte che riguardano i “fondi riservati” dell'ex governatore. Dal suo insediamento nel 2008 all'addio nel 2012 sono circa duecento i mandati di pagamento a firma Raffaele Lombardo. Cinquecento mila euro spesi nel solo 2011. Cifre su cui lo stesso leader del Mpa non ha mai fatto mistero, sostenendo di averle rendicontate fino all'ultimo centesimo e di averne speso la gran parte per aiutare famiglie bisognose.

Avviata l'inchiesta contabile che deve vagliare eventuali ipotesi di danno erariale, a ruota si sono attivati anche i magistrati del Palazzo di giustizia. Presto ci sarà uno scambio di informazioni e un confronto fra le due Procure che negli ultimi mesi hanno intensificato i contatti. Di esempi di collaborazione è piena la cronaca recente. Tre i più eclatanti: il caso dei dipendenti regionali che trasferivano nei conti personali i soldi con cui la Regione doveva pagare i fornitori; la vicenda dello straordinario gonfiato; la faccenda delle gare per la formazione professionale negli uffici giudiziari di mezza Sicilia.

E ora anche le spese riservate dell'ex governatore, Raffaele Lombardo.