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Gea Schirò Planeta

Scelta civica, esordio e gaffe:
"L'Imu? E' come la chemio"


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La capolista alla Camera Gea Schirò Planeta alla prima uscita pubblica paragona l'imposta sulla casa "alla chemio, che fa stare male ma poi fa guarire”. Presenti anche il numero due Ettore Artioli e Andrea Vecchio, capolista in Sicilia orientale


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Gea Schirò Planeta
PALERMO – I montiani di Sicilia si tolgono il velo, e presentano la propria lista senza celare obiettivi ambiziosi. “I sondaggi ci danno sopra il 10 per cento alla Camera qui in Sicilia”, afferma Ettore Artioli. L'ex presidente di Amia e Amat ha lasciato il proprio incarico per potersi candidare come secondo in lista con la formazione politica che è la diretta emanazione di Italia Futura. Lo stesso ha fatto Gianni Baratta, che fino a pochi giorni fa era segretario confederale della Cisl.

La capolista è invece l'imprenditrice palermitana Gea Schirò Planeta, già assessore in pectore alla Provincia di Agrigento nel 2003 con la coalizione di centrosinistra. Schirò Planeta sottolinea l'ineludibile continuità con l'esperienza del governo Monti, che “ha preso l'Italia sull'orlo del baratro, riportandola nella fascia di prim'ordine in Europa”. E poi, prima con una metafora e poi con una similitudine, dipinge l'esperienza montiana. “L'Imu è stata per il Paese con la chemioterapia per un malato di tumore: prima si soffre, poi però si guarisce”. E scoppiano le polemiche sul web. Il parallelo invece è con l'Inghilterra degli anni '80: “Monti ha fatto come la Thatcher. Una stagione di riforme per poi far crescere il Paese”. Passando all'impianto programmatico l'imprenditrice parla della “volontà di cambiamento e innovazione. Per questo abbiamo dato vita ad un movimento civico, popolare e responsabile. L'impegno principale è quello di evitare la fuga dei cervelli, investendo sulle infrastrutture immateriali. Dobbiamo puntare anche sul turismo, perché non è possibile che la nostra stagione turistica duri meno di Malta e Cipro”.

Presente anche Andrea Vecchio, ex assessore regionale della giunta Lombardo, capolista in Sicilia orientale, che chiarisce la posizione di Scelta civica in merito al ponte sullo Stretto di Messina: “Diciamo no al ponte illusorio, quello pensato da Berlusconi. Il vero ponte sono le infrastrutture del territorio, come la Palermo-Catania. Prestiamo attenzione alle ferrovie e alle autostrade, che tra l'altro richiedono un investimento minimo per essere riqualificate”.

Artioli parla invece ai potenziali elettori del polo montiano: “Rinnoveremo il sistema affidandoci a imprese che possano investire le risorse pubbliche per la manutenzione del territorio. Così riporteremo lavoro in questa terra”. L'ex presidente dell'Amat non nega la sinergia con Confindustria: “Percepiamo attenzione rilevante, oltre che continui stimoli. Da questo punto di vista il contributo fornito da Antonello Montante è significativo”. L'ex sindacalista Baratta invece sottolinea quale sia il rapporto con la Cisl: “Non c'è un'alleanza con la Cisl, anzi esistono regole ferree. Io per candidarmi mi sono dovuto dimettere da segretario confederale. Comunque in questo ultimo anno abbiamo avuto un atteggiamento responsabile con il governo Monti, evitando proteste inutili. Oggi guardiamo alle cose da fare, per esempio i 500 miliardi di beni immobili da valorizzare. E sia chiaro che quando si parla di privatizzazioni non bisogna coinvolgere le reti, che devono restare in mano pubblica”.

Non manca una polemica in chiusura che vede protagonista proprio la Schirò Planeta. A chi le chiede dell'impatto dell'Imu sull'imprenditoria, e nel dettaglio quello sulla sua azienda, risponde piccata: “Bella domanda, gran giornalista – dice ironicamente –, le farò rispondere dal mio responsabile d'azienda. Posso dirle che contribuisco al bene della mia città, pagando una cifra a cinque zeri. La domanda potrebbe essere se l'ho pagata piuttosto, per esempio se fossi stata una radicale forse non l'avrei fatto come gesto di protesta civica”. La Schirò poco dopo però rientra nei ranghi: “Faccio parte di una famiglia e mi secca rispondere anche per altri. Mi scuso se non avevo compreso il tono della domanda”.