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L'intervista

Ingroia su 'Chi': "Contro Monti
Silvio? Spiritoso come sempre"


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Ingroia su "Chi"? Chi? Proprio il settimanale della Mondadori che ospita l'album di famiglia del magistrato ormai in politica. E a sinistra c'è chi (Chi) fa cattivi pensieri.

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PALERMO- Antonio Ingroia con la cinepresa. In un cameo rarissimo da collezione, giovanile e senza barba, col braccio sinistro sulle spalle della moglie, con i figli, con le assistenti. E con una serie smagliante di candidi sorrisi. E c'è pure l'altra notizia. Il magistrato ha scelto, per passare da bianco e nero al colore e scrollarsi di dosso un retrogusto di toga in un bagno mediatico rinfrescante, il settimanale “Chi”. Vale a dire la corte dei miracoli di Alfonso Signorini che, a occhio e croce, tutto pare, tranne che un ingroiano di ferro. Cioè la barca patinata di Silvio Berlusconi che ha spesso usato il medesimo spazio per raccontare la sua chanson de geste, tra sonate al piano e menestrelli apicelliani di complemento.

Insomma, che succede? Per restare in tema di Apicella, “Lu munnu s'avota" come canta una melodia napolitana. Ingroia, l'implacabile tafano di Berlusconi, l'uomo che, da magistrato e da politico, rappresenta l'iconografia opposta a quella del Cavaliere, che fa? Si accomoda tra i rutilanti divani del settimanale più berlusconiano che c'è, per svelare il suo lato intimo, tra ripresine e lazzi giovanili. Che accade? Il mondo si è voltato davvero. Cosa penseranno i rivoluzionari civili, coloro che idolatrano il giudice dal profilo – secondo i detrattori – talebano? E che editoriale profferirà a riguardo Alessandro Sallusti che ha beneficiato il suddetto del titolo di “mascalzone”, beccandosi la promessa di una querela, e si ritrova l'arcinemico bello e spalmato sull'album di famiglia?

Al Pd e a sinistra non l'hanno presa benissimo. Poverini. Nell'intervista il pm venuto dal Guatemala afferma: “Il gesto delle manette di Berlusconi? Con me è stato spiritoso, come sempre. Il mio nemico numero uno è Monti, non il Cavaliere. Bersani è disposto a tutto pur di governare”. Una cascata di simpatia dalla foto che immortalò i due contendenti, Silvio e Antonio, assai ridanciani in un fortuito incontro nei pressi di uno studio televisivo. Da lì, a scendere, è stato quasi uno sdoganamento reciproco, un pappa e cicca per la gioia dei flash.

A Ingroia serve Berlusconi per mostrarsi più pop e più digeribile. A Berlusconi va bene che il puro dei puri indichi Monti e non lui nell'identikit del nemico del popolo. E che magari lo "aiuti" a battere Bersani nelle regioni in bilico, sfilando voti a sinistra al leader del Pd. In anni non lontani se ne dissero di cotte e di crude. E ognuno di loro spolverò una metafisica sediolina, inventando scongiuri atroci, al passaggio dell'altro. Cosucce di ieri. E poi quella era la vita. Questa è la politica.