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10 anni per un riconoscimento

La lotta degli assistenti tecnici
in causa contro il ministero


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Circa un centinaio di lavoratori, ex dipendenti degli enti locali, hanno presentato davani il giudice del tribunale del lavoro di Palermo, gli atti del procedimento per il riconoscimento del ruolo professionale degli assistenti tecnici.

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PALERMO - E' iniziata la causa degli assistenti tecnici, ex dipendenti degli enti locali, contro il Ministero della pubblica istruzione e il Provveditorato regionale agli studi.

Circa un centinaio i lavoratori rappresentati dall'avvocato Caterina Natalotto che ha presentato davani il giudice del tribunale del lavoro di Palermo, Barone, gli atti del procedimento per il riconoscimento del ruolo professionale degli assistenti tecnici.

La loro storia, quasi infinita, è iniziata 10 anni fa quando la magistratura sancì che gli assistenti tecnici provenienti dagli enti locali venivano legittimati all'inserimento negli enti statali, mantenendo la qualifica di assistente tecnico anche in assenza del titolo culturale richiesto. A colmare la lacuna del titolo di studio, si era impegnato sia il Ministero, sia l'ufficio scolastico regionale attraverso dei corsi di riqualificazione professionale riservati ai lavoratori. Corsi che però non sarebbero mai partiti.

E così, nonostante siano passati 10 anni, parte di questi lavoratori "in transito", pur essendo inquadrati nel profilo di assistente tecnico, risultano privi di regolare sede di regolarità e impossibilitati a svolgere le loro mansioni professionali, in quanto nessuno – dopo averli trasferiti- li ha messi in condizione di svolgere il proprio lavoro per la mancata frequenza dei corsi di aggiornamento. La situazione, coma ha sostenuto l'avvocato Natalotto, rasenta il paradossale e la discriminazione sociale. In pratica i lavoratori percepiscono regolare stipendio senza, in realtà, svolgere alcuna mansione.

Ma degli assistenti tecnici della scuola questa mattina non si ne è discusso soltanto in aula: in concomitanza all'udienza, infatti, un gruppo di lavoratori si è radunato davanti il tribunale per denunciare la loro situazione insieme ai rappresentanti sindacali. "I lavoratori sono stanchi di essere dei fantasmi: le proteste non si fermeranno finchè non verranno riconosciuti i diritti riconosciuti dalla legge" lo ha dichiarato Donatella Anello rappresentate sindacale dello Slai Cobas, presente stamane alla manifestazione di protesta. Proteste che proseguiranno almeno per un altro anno. Il giudice del tribunale del lavoro ha, infatti, rinviato l'udienza al 27 marzo 2014.