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SALA DELLE LAPIDI

Ed ecco tornare il caso Gesip
"30 milioni subito per l'azienda"


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In Aula torna caldo il tema Gesip, con Milazzo che chiede la presenza in Aula del sindaco e Russo che propone di spendere in dodicesimi per i servizi dell'azienda, a cui destinare anche i 30 milioni della lotta all'evasione.

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Barbera, calì, lo nigro, milazzo, russo, scarpinato
PALERMO - E a Sala delle Lapidi torna il tema Gesip. La conferenza dei capigruppo, convocata per le 15 di ieri per affrontare la questione, insieme agli assessori al ramo, è infatti saltata per l’assenza dei rappresentanti della giunta Orlando. Una scelta che ha mandato su tutte le furie le opposizioni.

Poco dopo il consiglio comunale si è riunito per una seduta che, al netto del passaggio del consigliere Idv Calì con Tabacci e il black out che ha rivelato come il Palazzo delle Aquile sia sprovvisto di luci d’emergenza, ha offerto ben poco. Ma la seduta è servita al consigliere Pdl Giuseppe Milazzo che andare all’attacco del sindaco, reo di aver disatteso le sue promesse sul Cep e soprattutto di tenere il consiglio all’oscuro sull’evoluzione della vertenza Gesip. “Non sappiamo cosa dire ai lavoratori – ha detto Milazzo – è una situazione insostenibile. Venga il sindaco o il vicesindaco, altrimenti bloccheremo tutto”. Lavoratori che per tutto il pomeriggio sono stati a piazza Pretoria a presiduare l’ingresso dei consiglieri.

“Faccio una proposta al sindaco – ha detto il consigliere Mimmo Russo – destini i 30 milioni di euro che ha detto di aver ricavato dalla lotta all’evasione per i servizi della Gesip: si porti subito il bilancio in Aula e lo approveremo noi dando i soldi all’azienda. Inoltre, l’amministrazione potrebbe già spendere in dodicesimi quanto c’era in bilancio lo scorso anno fino ad agosto”.

Posizioni che hanno scatenato il dibattito e portato anche alla sospensione della seduta, con la maggioranza a puntare il dito sulle responsabilità dell’amministrazione Cammarata. “Siamo disponibili a verificare tutte le responsabilità dal 2001 ad oggi – ha aggiunto Lo Nigro di Idv – e comunque bisogna predisporre un piano serio per le partecipate, con particolare attenzione a chi è invalido o prossimo alla pensione”.

E oltre al caso Edilizia privata, in Aula ha tenuto banco l’assenza dell’assessore al Verde Barbera, reo di aver giudicato come “clientelari” alcune richieste dei consiglieri comunali per le potature. “Ancora una volta assistiamo alla mortificazione dei consiglieri – ha detto il capogruppo di Amo Palermo, Francesco Scarpinato – l’assessore non può giudicare come clientelari le legittime segnalazioni dei consiglieri che le fanno su indicazione dei cittadini. Queste segnalazioni sono utili, specie se tese a evitare nuove tragedie come quelle di villa Trabia, dove la caduta di un ramo costò la vita a un dipendente comunale”.