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LA RELAZIONE

Le statistiche sui reati
Boom di truffe e concussioni


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Sono i reati contro la pubblica amministrazione e le truffe a detenere i primi posti nella relazione sull'amministrazione della giustizia per il 2012. Il presidente della Corte d'Appello: "La sconfitta della mafia è possibile"

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PALERMO - Sono i reati contro la pubblica amministrazione e le truffe a detenere i primi posti nella relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2012, stilata dalla Corte d’Appello di Palermo e presentata stamane nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.

Le frodi comunitarie schizzano al +77% e le truffe fanno registrare un preoccupante +71%. In crescita i reati contro la pubblica amministrazione (+19%) e, in particolare, i delitti di concussione (+44%).

Dai numeri della relazione emerge un dato interessante relativo alle estorsione. Aumentano del 3%. Una percentuale che fa riflettere visto che la piaga del pizzo ha storicamente caratterizzato, e in negativo, il distretto giudiziario di Palermo. Ad offrire una lettura della situazione ci pensa il presidente della corte d'Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri: con la crisi economica che colpisce soprattutto le piccole e medie imprese anche gli estorsori hanno più difficoltà a incassare il pizzo. "Le vittime - scrive Oliveri - sono meno propense a cedere alle richieste di danaro”.

Meno racket e meno incassi per i clan mafiosi, “costretti” a tornare ad occuparsi in maniera massiccia ai traffici di droga. Sul fronte della lotta alla mafia: i dati fotografano una progressiva diminuzione dei reati associativi: -19% tra luglio 2011 e giugno 2012: 87 i casi registrati in questo ultimo periodo, a fronte dei 107 dell'anno scorso e dei tra il 2009 e il 2010. Tuttavia il potere di Cosa nostra resta saldamente radicato nel territorio. "Nel contrasto a Cosa nostra - dice Oliveri nella relazione - emergono due priorità: da un canto, la sollecita cattura dell'ultimo grande latitante ancora presente nel territorio (Matteo Messina Denaro); dall'altro, la veicolazione in sede politica di precisi e inequivocabili segnali che facciano crollare ogni possibile speranza di attenuazione del sistema repressivo o, peggio, di generalizzata revisione di processi". "A tali condizioni - aggiunge - perdurando l'attuale tensione morale collettiva e la efficace e intensa azione repressiva, la definitiva sconfitta della mafia comincia ad apparire un risultato possibile anche se non a breve scadenza".

Infine ad essere strettamente correlato alla crisi economica è anche il boom di fallimenti a Palermo. Le istanze fallimentari sono aumentate notevolmente. In tutto il distretto giudiziario di Palermo sono state 1.014 contro le 844 dell'anno precedente. A Palermo sono 142 i fallimenti dichiarati, a fronte delle 489 istanze presentate. Cosi' come si allunga la durata dei processi fallimentari: una media di 14 anni.

Sono i reati contro la pubblica amministrazione e le truffe a detenere i primi  posti  nella relazione sull’amministrazione della giustizia per il 2012, stilata dalla Corte d’Appello di Palermo e presentata stamane nel corso dell’inaugurazione dell’anno giudiziario.Le frodi comunitarie schizzano al +77% e le truffe fanno registrare un preoccupante +71%.In crescita i reati contro la pubblica amministrazione (+19%) e, in particolare, i delitti di concussione (+44%).Dai numeri della relazione emerge un dato interessante relativo alle estorsione. Aumentano solo del 3%. Un dato che fa riflettere visto che la piaga del pizzo ha storicamente caratterizzato, e in negativo,  il distretto giudiziario di Palermo. Ad offrire una lettura della situazione ci pensa il presidente della corte d'Appello di Palermo, Vincenzo Oliveri: con la crisi economica che colpisce soprattutto le piccole e medie imprese anche gli estorsori hanno più difficoltà a incassare il pizzo. "Le vittime - scrive Oliveri - sono meno propense a cedere alle richieste di danaro”.Meno racket e meno incassi per i clan mafiosi, “costretti” a tornare ad occuparsi in maniera massiccia ai traffici  di droga. Sul fronte della lotta alla mafia: i dati fotografano una progressiva diminuzione dei reati associativi: -19%  tra luglio 2011 e giugno 2012: 87 i casi registrati in questo ultimo periodo, a fronte dei 107 dell'anno scorso e dei tra il 2009 e il 2010. Tuttavia il potere di Cosa nostra resta saldamente radicato nel territorio.

Infine ad  essere strettamente correlato alla crisi economica è anche il boom di fallimenti a Palermo. Le istanze fallimentari sono aumentate notevolmente. In tutto il distretto giudiziario di Palermo sono state 1.014 contro le 844 dell'anno precedente. A Palermo sono 142 i fallimenti dichiarati, a fronte delle 489 istanze presentate. Cosi' come si allunga la durata dei processi fallimentari: una media di 14 anni.