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MERCOLEDI' VERTICE A ROMA, IL 4 CON ORLANDO

Gesip, la proposta dei sindacati:
"Contratti di solidarietà"


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E' stato rinviato a lunedì 4 il vertice con Orlando, mentre mercoledì il Comune si recherà a Roma. Ma intanto i sindacati propongono i contratti di solidarietà "per far tornare tutti al lavoro e garantire i servizi alla città".

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PALERMO - Contratti di solidarietà per i lavoratori Gesip, così da farli tornare subito al lavoro e assicurare i servizi alla città: questa la proposta emersa da un incontro tra sigle sindacali della partecipata di via Maggiore Toselli, tenutosi nei giorni scorsi e a cui hanno partecipato Cgil, Uil, Cisal, Conflavoratori, Alba, Usb, Fiadel e Cisas.

“Dal momento che il piano del sindaco Orlando è ancora un’incognita – dice Piero Giannotta della Cisal – ci pensano i lavoratori a proporre una soluzione che permetta a loro di tornare in servizio e alla città di uscire dall’emergenza: contratti di solidarietà da subito per tutti i dipendenti”. Una proposta forte che arriva in concomitanza con l’ennesimo rinvio dell’incontro con il sindaco: il vertice previsto per domani, infatti, si terrà lunedì 4 febbraio, mentre mercoledì 30 il Comune andrà a Roma per un confronto con il ministero del Lavoro.

“E questa è la prova che la exit strategy immaginata dal sindaco si basa su deroghe regionali o nazionali – continua Giannotta – senza le quali cade tutto come un castello di carte. Anche il tavolo per la Cig è saltato, per la seconda volta consecutiva, e i lavoratori sono stanchi ed esasperati”. I contratti di solidarietà permetterebbero un abbattimento del 40 per cento del costo del personale, ma al 60 per cento del salario che rimarrebbe si aggiungerebbe un altro 20 per cento garantito dall’Inps: a conti fatti, ogni lavoratore percepirebbe l’80 per cento della retribuzione di base, quindi circa 900 euro netti oltre agli assegni familiari.

“Ci rendiamo conto di chiedere un sacrificio ai lavoratori, che dovrebbero rinunciare a poco più di 200 euro al mese – prosegue Giannotta – ma ad oggi non ci sono altre soluzioni in vista, dal momento che quelle proposte dal Comune sono subordinate alle decisioni di altri soggetti. Ma così per lo meno si torna in servizio e si garantisce la città. Ecco perché chiediamo un incontro immediato sulla nostra proposta. Anche perché, dal momento che la procedura di licenziamento collettivo non si è fermata, stanno maturando gli stipendi”. E proprio domani i lavoratori dovrebbero percepire lo stipendio di gennaio, anche se appare assai improbabile che l’azienda sia nelle condizioni di pagarle. “Non siamo licenziati, né sospesi e né al lavoro – conclude il sindacalista – per questo proponiamo i contratti, che sono ammessi dal momento che la liquidazione dell’azienda è volontaria e non coatta. Così facendo, oltre a restituire ai dipendenti Gesip la dignità di poter tornare al lavoro, al contempo si potrebbe finalmente tornare a garantire alla cittadinanza tutta la piena gestione dei servizi prevista dalle vecchie convenzioni , firmando nei fatti una sorta di armistizio tra una opinione pubblica , allontanata dalla solidarietà verso i lavoratori dalle strumentalizzazioni della politica e dalle tensioni create, e i dipendenti felici di tornare al lavoro”.

"Il problema del Comune si concentra sulla poche risorse disponibili, circa 30 milioni - spiega Charlie Biondolillo della Cgil - una serie di disservizi in cui versa la città dal primo settembre e 1800 lavoratori senza un briciolo di avvenire. Analizzando bene il problema, abbiamo dedotto che la formula più semplice per soddisfare tutte le esigenze potrebbe essere la richiesta dei contratti di solidarietà, ricordando che qualsiasi provvedimento di affidamento diretto o "in house" dei servizi strumentali sarà possibile solo fino 31 dicembre. Ancora una volta evidenziamo che il problema non può gravare solo sulle spalle di 1800 lavoratori della Gesip. Se vogliamo salvare Palermo dal default, il sindaco dovrà mettere le mani su tutte partecipate con una seria ricognizione dei servizi e delle professionalità".