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Trapani

Black out al tribunale
Palazzo isolato per un'ora


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La rete telematica era assolutamente bloccata. Una condizione che non si era mai verificata. Un fatto che cominciava ad allarmare perché nessuno sapeva dare una spiegazione, perché nessuno era in grado di dire cosa era accaduto.

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TRAPANI - Al buio per un'ora, minuto più minuto meno. Dalle 9 alle 10. Il Palazzo di Giustizia di Trapani isolato. Completamente isolato. Quello di stamattina è stato un inizio di settimana surreale. Avvocati che giravano come "anime perse" tra uffici bui e con dipendenti alquanto perplessi. Magistrati che cercavano di capire. Giornalisti incuriositi e pronti a fissare le emozioni del momento. Il Palazzo per eccellenza senza luce. Ma non solo. La rete telematica era assolutamente bloccata. Palazzo isolato in tutto e per tutto. Una condizione che non si era mai verificata. Un fatto che cominciava ad allarmare perché nessuno sapeva dare una spiegazione, perché nessuno era in grado di dire cosa era accaduto e quali sarebbero stati i tempi per il ripristino dell'energia elettrica.

Le attività sospese, in attesa che qualcuno dicesse una parola di chiarezza. Ancora i giornalisti ad "investigare" per segnalare la notizia ai giornali. Immediato l'arrivo dei tecnici. Un black out così s'era visto soltanto nei film. Tecnici al lavoro per scoprire il problema. Dove sta il guasto? Verifiche certosine. Poi alla fine d'incanto si è riacceso tutto. Non c'era nulla di guasto, men che meno c'era stata una manomissione. Al contrario, una mano esperta ha saputo fare il giusto click da qualche parte del sistema e tutto è ritornato alla normalità. Gli avvocati hanno ritrovato la via delle aule o degli uffici. I dipendenti sono tornati dietro le loro scrivanie ed i giornalisti hanno dovuto fare buon viso a cattivo gioco. Pensavano ad uno scoop ed invece si sono dovuti accontentare di una notizia come tante altre. Il Palazzo, nel fine settimana, era stato aperto al pubblico per le manifestazioni e gli spettacoli organizzati per commemorare il giudice Giangiacomo Ciaccio Montalto, ucciso trent'anni fa dalla mafia.