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L'attacco del governatore

"Il cambiamento non si fermerà
per Crisafulli e i sindacati"


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"Crisafulli vuole bloccare l'autostrada? Può farlo da solo, vista la sua stazza. Ma io valorizzerò Enna", attacca il governatore. Che accomuna il palramentare del Pd a un fronte di conservazione nel quale mette anche i sindacati, che gli hanno chiesto, invano, un confronto sulle rotazioni

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PALERMO- “Il vecchio che resiste: Crisafulli annuncia che bloccherà l'autostrada Catania/Palermo - e sono convinto che ce la potrebbe fare da solo considerato la sua stazza - se qualcuno tocca la provincia di Enna. Solo che io non ho alcuna intenzione di toccare la Provincia di Enna, anzi voglio valorizzare quei territori che sono stati penalizzati per troppo tempo dalla politica di Crisafulli". Comincia la settimana nel segno della polemica il presidente della Regione Siciliana, Rosario Crocetta, rispondendo al big del Partito democratico escluso dalle elezioni, che sabato aveva invitato il governatore a tenere giù le mani da Enna.

Crocetta gli risponde, tirando in ballo una serie di temi che con Crisafulli per la verità non c'entrano molto. "E che dire - aggiunge Crocetta - della Ventura Spa, l'azienda estromessa dal Cas che ha un'informativa antimafia della Prefettura di Milano? Per l'esattezza un'informativa interdittiva che impedisce a quell'azienda di avere rapporti con la Pubblica amministrazione. La Ventura Spa candidamente risponde che loro sono a posto, come se in uno Stato normale ognuno stabilisce da sè se è a posto, a prescindere da ciò che dicono le informative”.

Dagli appalti del Cas ai regionali, per Crocetta il salto è breve: “E che dire, ancora, di qualcuno che si ostina a difendere qualche dipendente regionale che va a lavoro con la Porsche o la Ferrari, mentre sarebbe disposto a fare un massacro sociale dei poveri cristi che non c'entrano niente con la cricca? I siciliani stanno capendo bene che è finita la difesa dei privilegi, dei notabili, hanno capito che si cambia".

"Costoro – dice il governatore, in un comunicato stampa del suo nuovo partito, Il Megafono - rappresentano il vecchio sistema, quello che non vuole cambiare, che ha portato a cinque milioni di deficit la Regione, alla paralisi amministrativa, alla metastasi del sistema politico, economico e sociale. Non c'è nulla da trattare riguardo al sistema di rotazione, perché non attiene a dinamiche contrattuali. Oppure si vuole dire che senza il consenso di qualcuno non si può operare? Qualcuno può sostenere che quello della formazione sia un sistema perfetto? Che non ci sia nulla da cambiare?".

Una stilettata ai sindacati che in questi giorni hanno protestato contro il metodo scelto dal governatore per spostare i dipendenti, chiedendo maggiore trasparenza, regole chiare, e un atteggiamento che non desti il sospetto di voler lottizzare la pubblica amministrazione dietro la comoda facciata della legalità. Proteste che Crocetta rispedisce dunque al mittente, accomunando, con toni da campagna elettorale, sindacati, vecchia classe politica e imprese chiacchierate in un unico indistinto fronte della conservazione.

"Non si può - conclude Crocetta - difendere il vecchio, dobbiamo stabilire se vogliamo andare avanti o fermarci e trovo veramente assurdo che ci siano sindacati che non sentano il bisogno persino di sostenere questo processo di cambiamento. I diritti sono diversi dai privilegi, noi non stiamo giudicando i lavoratori, vogliamo tutelare la loro dignità, ma c'è un sistema che non funziona e noi dobbiamo modificarlo per fare gli interessi della Sicilia”.

La nota del governatore, che parla però nelle vesti di capopartito, si chiude come si era aperta, con una risposta a Crisafulli: “Per quel che mi riguarda non ho intenzione di fermarmi, con buona pace di Mirello, che dopo essere stato escluso dalla lista del Pd, arma contro la Presidenza della Regione un conflitto che non esiste, anche perché io non la penso come Monti: voglio riformare le Province ma non abolirle e, sicuramente, voglio difendere i territori come Enna, Caltanissetta e altre piccole realtà siciliane. Sull'autostrada – conclude Crocetta -, quindi, Crisafulli ci finirà da solo, sperando che finalmente magari prenda un pass per qualche località lontana dalla Sicilia, perché i siciliani non ne possono più dei notabili della vecchia politica. La rivoluzione continuerà e i siciliani capiscono bene chi sono i loro avversari”.