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la replica del gioielliere

Il sequestro da 2,5 milioni di euro
Fiorentino: "Non siamo evasori, pagheremo i debiti"


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Il provvedimento della Guardia di finanza colpisce la Fiorentino Commendator Giuseppe srl. La società avrebbe evaso il Fisco. Il titolare si difende e annuncia un piano di rientro dai debiti: "Siamo stati noi a dire ai finanzieri come stavano le cose”.

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PALERMO -  “Non siamo evasori e onoreremo i nostri debiti fiscali”. Emanuele Fiorentino non è sorpreso del provvedimento della Guardia di finanza che colpisce la Fiorentino Commendator Giuseppe srl. È la storica società palermitana, che porta il nome del padre e di cui è alla guida, diventata leader, in Italia e all'estero, nel commercio di oro, gioielli e pietre preziose. Sotto sequestro sono finite quote azionarie, quattro immobili e soldi in contanti per un totale di due milioni e mezzo di euro in contanti. Una cifra equivalente ai soldi che la società non avrebbe versato al Fisco. Secondo gli investigatori, sarebbe stata commessa una grossa evasione fiscale.

Emanuele Fiorentino non è sorpreso, dunque. Sia perché per mesi ha avuto in casa in finanzieri che hanno passato al setaccio i conti della società. Secondo, sia perché - dice - “siamo stati noi a dire ai finanzieri come stavano le cose”. Quale è la situazione dell'azienda, Emanuele Fiorentino lo ha scritto in una nota di replica: “Desidero premettere che la società sottoposta a verifica non è la stessa che gestisce i punti vendita di Palermo, siti in via Roma 315 e in via Libertà 33. L'abnorme aumento del prezzo dell'oro sui mercati internazionale e la drastica flessione dei consumi di oreficeria, unitamente alla volontà della società di salvaguardare i livelli occupazionali esistenti, ha comportato inevitabili perdite soprattutto nell'ultimo triennio. Di conseguenza la società ha dovuto fronteggiare la revoca degli affidamenti bancari e ciò ha determinato la temporanea impossibilità di onorare i debiti nei confronti dell'Erario, peraltro regolarmente denunciati nelle dichiarazioni annualmente presentate”.

Insomma, mettendo da parte il tono ufficiale della nota che ci consegna a mano, Emanuele Fiorentino, nella sua stanza al quarto piano del palazzo al civico 325 di via Roma, ammette di non avere potuto pagare due milioni e mezzo di tasse “per colpa della crisi, ma metteremo le cose a posto. Onoreremo i nostri debiti. La società sta predisponendo un piano di ristrutturazione nel quale ha evidenziato delle perdite che i verificatori hanno parzialmente contestato e per le quali la società si riserva di far valere le proprie ragioni nelle opportune sedi”. Il riferimento è all'accordo di ristrutturazione per le aziende in crisi previsto da una recente legge del governo Monti.

L'inchiesta del Nucleo di Polizia tributaria del Comando provinciale di Palermo è partita dalla verifica dell'Agenzia delle entrate del mancato versamento delle imposte - circa 800 mila euro - relativa al 2008. Dai primi controlli sono emersi dubbi sulla totale gestione societaria. Ad esempio, la Fiorentino Commendator Giuseppe, avrebbe indebitamente portato in deduzione costi per oltre 12 milioni di euro e omesso la dichiarazione di ricavi per oltre 2 milioni di euro.

Da qui la denuncia del legale rappresentante della società: "Il temporaneo provvedimento di sequestro cautelativo emesso è previsto - si legge nella nota di replica - dalla norma vigente a tutela del debito erariale". Il mancato pagamento delle imposte, secondo quando hanno ricostruito gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Marco Verzera, riguarderebbe anche gli anni 2009 e 2010. “Siamo stati noi a dirlo ai finanzieri”, spiega Emanuele Fiorentino, mostrando ancora una volta serenità. Una serenità che nasce, spiega, dalla certezza di “metter a posto le cose”. Una serenità che deve aver trasmesso all'intero ambiente di lavoro. Non si respira aria tesa nelle stanze, blindate e non, del palazzo di via Roma.