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Pacco bomba al carcere Pagliarelli
Il sindacato: "Situazione grave"


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Pacco bomba al carcere Pagliarelli, secondo la denuncia del sindacato di polizia Osapp. Non sarebbe esploso per un caso fortuito, per un ritardo nell'apertura da parte del sovrintendente che l'ha ricevuto e portato a casa.

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PALERMO- E' finito nel mirino i primi di gennaio, quando al carcere Pagliarelli è stato recapitato un pacco che a primo impatto sembrava la solita agenda-regalo. Un sovrintendente della polizia penitenziaria in servizio presso la casa circondariale palermitana, l'ha così portato a casa per aprirlo quando avrebbe avuto tempo: nessun sospetto, nessun dubbio, perché nell'indicazione del mittente i mandanti avevano utilizzato la ragione sociale di un sindacato di polizia penitenziaria, ponendo un timbro risultato poi falsificato.

Un piano studiato ad hoc insomma, che celava in realtà un pacco bomba pronto ad esplodere. L'intento di coloro che hanno preso di mira il sovrintendente non è stato raggiunto "soltanto per puro caso", precisa Mimmo Nicotra, il segretario generale dell'Osapp, sindacato degli agenti di custodia, che aggiunge: "E' stato inviato tramite il servizio postale nei primi giorni di questo mese e da quel momento è trascorso molto tempo, al punto che le batterie del detonatore che avrebbe dovuto innescare l'esplosione si sono scaricate. Il personale l'ha infatti ricevuto e custodito fino a qualche giorno fa. Ma ripeto, nessuno ha avuto alcun sospetto, aveva tutti i requisiti dei soliti gadget che vengono distribuiti al personale annualmente. Chi ha escogitato il piano ha contato molto sulla coincidenza temporale con le festività e l'inizio dell'anno".

Una situazione, quella delle carceri siciliane, contro la quale il sindacato ha più volte puntato il dito. "Le aggressioni nei confronti degli agenti penitenziari e la carenza di personale - dice Nicotra - descrivono perfettamente la condizione attuale. Una condizione che deve cambiare se non ci si vuole affidare, come nel caso di questo pacco per fortuna non esploso, ancora una volta alla buona sorte. Si è infatti trattato di un nuovo gravissimo episodio che fa tornare indietro di decenni la nostra terra: lo Stati deve attuare correttivi repentini al sistema penitenziario, provvedendo all'incremento del personale di polizia penitenziari e ad uno sfollamento progressivo delle carceri".