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La disperazione degli sfollati
Il Comune stanzia 50mila euro


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Firmata dal sindaco Leoluca Orlando un'ordinanza che prevede lo stanziamento dei fondi per le operazioni di rimozione, selezione, analisi e smaltimento delle macerie. Nel frattempo sei famiglie sopravvissute al crollo vivranno fino al 17 marzo in albergo. Due hanno dovuto lasciare l'hotel: "Adesso dormiamo su materassini di gomma, in pochi metri quadrati".

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PALERMO - “Dormiamo su materassini di gomma, quelli che si usano al mare. E' una vera e propria sopravvivenza la nostra: abbiamo perso tutto, anche l'ottimismo per ricominciare”. A parlare è Francesca Tarantino, sfollata di via Bagolino insieme alla sua famiglia, formata dal marito, due figli di 21 e 7 anni ed il cane “Bianca”, che quella notte riuscì a salvarsi insieme ai suoi padroni venendo fuori, all'improvviso, dalle macerie. Secondo il Comune, la famiglia Tarantino supera il limite di reddito entro il quale è prevista l'assistenza. “Ma noi non abbiamo più la nostra casa – dice Tarantino –. Il cavillo sta nel possesso, che risale ormai a tempo fa, di un terreno in campagna intestato a mio marito. L'avevano già venduto quando si è verificato il crollo, ma attendevamo che l'acquirente formalizzasse la procedura. Materialmente – precisa – quella proprietà non l'abbiamo più. Abbiamo un monovano di 45 metri quadrati, è vero, ma è affittato ad una signora che non possiamo buttare fuori e in quattro non ci staremo”.

E così, a distanza di più di un mese dal crollo, la famiglia Tarantino, che ha dovuto lasciare l'hotel Villa Archirafi a metà gennaio, vive in un piccolo appartamento, quello della figlia maggiore e del genero che si sono sposati a giugno. “Lo spazio è limitato, non ce la facciamo più”. Una disperazione che è arrivata al culmine quando il marito della signora, Giuseppe Tarantino, ha minacciato il suicidio davanti alle macerie di quella che fino al 18 dicembre era la loro casa. “Non sappiamo cosa fare. Siamo vivi per miracolo, ma non possiamo vivere senza un tetto sulla testa”. Una situazione, quella dei Tarantino, che riguarda anche la famiglia Mailla, che hanno nel frattempo trovato un'altra sistemazione.

Restano nell'albergo che fa angolo tra le vie Lincoln ed Archirafi, invece, le sei famiglie per le quali il Comune garantisce novanta giorni di assistenza. Il 17 marzo dovranno andare via, ma nessuno di loro conosce il proprio futuro. “Io non ho alcun alloggio e non potrò essere ospitata da nessuno – dice Francesca Pecoraro. Per adesso viviamo con le offerte della gente del nostro quartiere: tutti si sono mostrati molto solidali con noi, ma considerando che io e mio marito siamo disoccupati, viviamo nello sconforto più assoluto”. Ogni giorno da quell'albergo che per molti rappresenta attualmente la salvezza, parte un'auto carica di bambini con lo zaino in spalla: “Non tutti abbiamo la benzina necessaria e quindi, a turno, ognuno di noi va a lasciare i piccoli nelle scuole che si trovano nella zona in cui abitavamo. Le risorse economiche sono carenti - aggiunge Elena Petralà - e le difficoltà non sono poche".

Al momento in albergo, oltre alle famiglie Pecoraro e Petralà, vivono anche i nuclei familiari Lipari, Formisano e Arusa, il cui anziano padre è un portatore di handicap: "E' stato un Natale terribile quello appena trascorso - continua Petralà - all'ombra di una tragedia in cui quel poco che avevamo si è volatilizzato sotto quelle macerie. Un incubo per il quale ci facciamo ancora tante domande". Domande che potrebbero trovare una risposta quando le indagini entreranno nel vivo grazie alle analisi che saranno effettuata su quei detriti. E' trascorso più di un mese dal tragico crollo, infatti, ma le macerie sono ancora lì, circondate da una rete metallica di sicurezza, in attesa di essere rimosse.

L'operazione comporterà numerosi costi, dovuti alle fasi di rimozione, di selezione delle macerie (dalle quali si otterranno i reperti da esaminare) e di smaltimento. Un'ordinanza firmata giovedì dal sindaco Leoluca Orlando prevede lo stanziamento di cinquantamila euro dal Fondo di Riserva, che saranno utilizzati nel corso di tutto l'iter. "Dopo le festività natalizie - spiega l'ingegnere Filippo Russo, consulente esterno del sindaco in materia di Protezione Civile - i tempi si sono notevolmente accelerati e la firma su questa ordinananza è un passo importante. L'incontro con tutti i soggetti coinvolti, dal Comune, alla Polizia municipale, fino all'Amia, al Coime e ai vigili del fuoco, è stato fondamentale: questi fondi saranno utili a portare a termine una prima fase delicatissima, in seguito alle quali i reperti saranno vagliati dai periti nominati dalla Procura, Laura Marretta e Antonio Giambanco, entrambi docenti del Dipartimento di Ingegneria civile e strutturale.

L'inchiesta per disastro colposo è coordinata dal procuratore aggiunto Maurizio Scalia e i sostituti Marzia Sabella e Ennio Petrini. "Già dalla prossima settimana - conclude Russo - l'Ufficio traffico del Comune cambierà l'organizzazione della viabililità nella zona del crollo. Verrà creato un vero e proprio cantiere dove ci metteremo al lavoro. L'attuale recinzione metallica sarà sostituita da un'altra che impedirà di vedere all'interno del cantiere, mentre i controlli di vigili urbani e polizia saranno garantiti sia di giorno che di notte per evitare ulteriori episodi di sciacallaggio".