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Ars, i grillini consumano lo strappo con Crocetta:
"Non votiamo il Dpef per il Muos"


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Il Movimento Cinque Stelle rimprovera al governatore la poca decisione sulla vicenda Muos ed esce dall'Aula al momento del voto su un emendamento riguardante il Documento di programmazione economico finanziaria. Seduta sospesa per mancanza del numero legale, poi al rientro un nuovo flop. L'Aula è stata rinviata a giovedì. L'opposizione esulta: "Crocetta non ha la maggioranza". Anselmo: "Il presidente intervenga".

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PALERMO - Il Muos di Niscemi manda in crisi la maggioranza all'Ars. Nessuna manovra militare a Palazzo dei Normanni, ma la semplice e dura presa di posizione del Movimento Cinque Stelle che esce dall'Aula e fa mancare il numero legale per due volte, paralizzando di fatto l'attività dell'esecutivo. La coalizione che sostiene il governo Crocetta è andata in impasse su un emendamento aggiuntivo all'ordine del giorno presentato da alcuni deputati di maggioranza (Firetto e Panepinto) al Dpef. Il capogruppo dei grillini, Giancarlo Cancelleri, ha infatti annunciato che il movimento non avrebbe votato il Documento di programmazione economica e finanziaria presentato dal governo chiamando in causa i lavori ancora in corso presso il sistema radar dell'esercito americano a Niscemi. Tutto questo nonostante due settimane fa l'assemblea di Palazzo dei Normanni avesse votato lo stop ai lavori: "Il Parlamento è stato spogliato delle sue prerogative, lo dimostrano il proseguimento dei lavori a Niscemi - ha affermato Cancellieri -. Quello che abbiamo votato è solo un garbato invito agli Stati Uniti? Non ci stiamo, e invitiamo Crocetta a dar seguito alle indicazioni dell’Assemblea. Il Dpef? Notiamo comunque delle mancanze importanti”. Soltanto 37 i presenti al momento della votazione e così il presidente Ardizzone ha dovuto sospendere i lavori. La pausa, tuttavia, non è servita a convincere il drappello dei deputati grillini. Al rientro in aula, infatti, erano soltanto 43 i presenti e così la seduta è stata rinviata a giovedì. Confermata, invece, l'opposizione di Pdl, Cantiere Popolare, Grande Sud e lista Musumeci, oltre che di Girolamo Fazio, del Misto.

Si consuma quindi lo strappo fra la giunta regionale ed il secondo partito dell’Ars, che aveva appoggiato, pur da esterno, buona parte degli interventi del governatore Crocetta. Una luna di miele iniziata con l'accordo sulla vicepresidenza vicaria di Sala d'Ercole e sulle commissioni, e che sembra già sul viale del tramonto.

L'incidente con i grillini porta alla luce il problema di fondo: l'assenza di una maggioranza autonoma a sostegno di Crocetta. "Il governo è ostaggio dei grillini - tuona Alice Anselmo, dei Democratici riformisti, gruppo di maggioranza -. Mi chiedo cosa c'entri il Muos con il Dpef. In questo modo non si può andare avanti, Crocetta intervenga". In attesa che prenda forma la nuova forza centrista che faccia da quarto pilastro della maggioranza, accogliendo parte dei transfughi provenienti dai partiti d'opposizione, le truppe a sostegno di Crocetta contano infatti 40 seggi. Assenti in aula alla prima votazione anche molti dei deputati in procinto di passare con lo schieramento pro-governatore, come Riccardo Savona Edi Tamajo e Pippo Gianni. Chi invece è rimasto in aula è stato il deputato di Grande Sud, Luisa Lantieri.

Tra le file della maggioranza, oltre ad Anselmo, parla Pippo Digiacomo (Pd), che punta il dito contro il Movimento Cinque Stelle: "I grillini parlano bene e razzolano male. Oggi erano all’Ars ma hanno fatto i 'fantasmi', non votando il Dpef e facendo mancare il numero legale". Secondo Digiacomo "i deputati del Movimento 5 Stelle hanno perso una buona occasione per rispettare il Parlamento. Il Muos? Una motivazione palesemente strumentale, martedì si terrà una riunione congiunta delle commissioni Sanità e Territorio, alla presenza del presidente Crocetta e degli assessori alla Salute e al Territorio, proprio per discutere della vicenda. Una forza politica responsabile avrebbe aspettato fino a martedì".

L'opposizione va all'attacco del governatore: "Tutto questo è lo specchio fedele di un governo dalla condotta schizofrenica e contraddittoria - afferma Nello Musumeci -. Quando sarà finita l'iniziale luna di miele di Crocetta, emergerà la mistificazione sistematica che nasconde l'incapacità di governare". Marco Falcone (Pdl) ironizza: "Altro che 46 voti sicuri... Per arrivare a 36, oggi in Aula, c'è stato perfino bisogno di due consensi da parte della minoranza. La maggioranza si dissolve già alla prima conta - dice il vicepresidente del gruppo pdl - E, per giunta, questa immediata defaillance arriva in occasione della presentazione di un atto cardine come il Dpef". E per quanto riguarda il giudizio del Pdl sul documento presentato dal governo, arrivano le parole del capogruppo Francesco Scoma: "Non contiene risposte ai problemi della Sicilia, né quelli economici né quelli strutturali: non si tengono in considerazione l'agricoltura, l'energia, né l'imprenditoria in genere". Sulla stessa lunghezza d'onda Toto Cordaro, capogruppo del Pid Cantiere Popolare: "Senza il movimento Cinque Stelle il presidente non ha la maggioranza - sottolinea -. La politica degli annunci ora si manifesta per quello che realmente è".